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Dopo settimane di cautela e precisazioni circa l’utilizzo della corretta terminologia parlando di Coronavirus, l’OMS – Organizzazione mondiale della sanità – ha valutato di poter parlare di pandemia in relazione alla diffusione del Covid-19, il Coronavirus.

Ma che cos’è una pandemia? E cosa cambia ora?

Coronavirus, per l’OMS è pandemia

Abbiamo valutato che il COVID-19 può essere caratterizzato come una situazione pandemica” con queste parole Tedros Adhanom Ghebreyesus, capo dell’OMS si è espresso sulla situazione globale legata alla diffusione del Covid-19.

Non delle più rosee le aspettative: secondo quanto dichiarato da Ghebreyesus di fatto, è possibile che nelle prossime settimane venga registrato un ulteriore picco di infetti nel mondo: “Nei giorni e nelle settimane a venire prevediamo un aumento del numero di casi, del numero di morti e del numero di Paesi colpiti“.

Che cos’è una pandemia?

Quando avevamo iniziato a sentir parlare dei primi casi di diffusione e contagio del Coronavirus in Cina, nella città di Wuhan avevamo confinato il tutto a meri focolai epidemici. Come lascia immaginare il termine stesso, si trattava della diffusione di una malattia infettiva all’interno di una comunità molto ben circoscritta.

Solo successivamente si è parlato di epidemia per arrivare con la notizia oggi, dichiarata dal presidente dell’OMS, di pandemia.

La differenza tra pandemia e epidemia

La differenza sostanziale tra epidemia e pandemia sta nell’area della zona entro cui si confina la popolazione contagiata. Mentre parlando di epidemia ci si riferisce ad un numero di casi di persone infette che aumenta in breve tempo in una particolare area, parlare di pandemia significa abbattere le frontiere e fare riferimento ad un contagio che non è più circoscritto ad un singolo Paese ma che riguarda più Paesi o continenti.

Per pandemia si può dunque intendere epidemie che oltrepassano i confini degli Stati e registrano casi di contagio in tutto il mondo.

Il Covid-19 è pandemia: cosa succede ora?

Prima che l’OMS parlasse di pandemia si è aperto un dibattito particolarmente delicato, in queste settimane, proprio in riferimento al Coronavirus. Una discussione sulla delicatezza dell’uso proprio e improprio della terminologia esatta per riferirsi agli eventi e la paura di parlare di “pandemia” a fronte del panico che, per forza intrinseca, genera questa parola nella popolazione.

A tutti gli effetti però, per gli italiani, la situazione ora che il Covid-19 è stato dichiarato pandemia, non è destinata a cambiare più di quanto già non sia accaduto. Con l’estensione delle misure di sicurezza che il 9 marzo scorso – dopo la firma di Giuseppe Conte sul Dpcm – da riguardare 14 regioni hanno riguardato tutta Italia, si può parlare di strategia mitigativa in atto nonché di contenimento.

E queste misure volte a contrastare la proliferazione incontrollata del virus verranno ora, doverosamente, prese in considerazione anche dagli altri Stati in cui sono stati registrati contagi da Covid-19.

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