Patrick George Zaky

Mentre il mondo è alle prese con l’emergenza Coronavirus, ci sono altre vicende di alto profilo internazionale che rischiano di passare sotto traccia. È il caso dell’appello disperato di Patrick George Zaki, lo studente di Bologna detenuto in carcere in Egitto da quasi 1 mese e mezzo.

In carcere assieme a detenuti politici

La vicenda di questo studente di Bologna originario dell’Egitto è attentamente seguita da numerose associazioni per i diritti umani. Lo scopo è evitare che si trasformi in un nuovo caso Regeni. C’è molto timore, a riguardo: Patrick è stato arrestato lo scorso 7 febbraio con l’accusa di propaganda sovversiva.

Avrebbe infatti condiviso alcuni post su Facebook contro il regime, ma secondo la Egyptian Initiative for Personal Rights gli stessi sarebbero falsi.
Patrick Zaki però si trova ancora in carcere, dopo 2 trasferimenti. Assieme a lui, altri detenuti politici. Al momento le sue condizioni sarebbero buone, una lieta notizia dopo le iniziali tremende voci di torture.

L’appello di Patrick George Zaki

Come riportano numerose fonti, l’udienza per la scarcerazione di Zaki si sarebbe dovuta ieri, 16 marzo. L’emergenza Coronavirus, tuttavia, ha fatto posticipare tutto di 2 settimane.

Le direttive del governo egiziano impediscono a qualsiasi prigioniero di Tora, carcere del Cairo, di uscire. Lo sconforto è ribadito dalle parole che avrebbe detto Patrick Zaki, riportate da varie agenzie e ottenute tramite fonti a lui vicine. “Fatemi uscire il prima possibile da qui, voglio tornare all’università a studiare“, avrebbe detto lo studente.

La situazione era già molto delicata prima che la pandemia scuotesse gli equilibri e i tempi della giustizia in tutto il mondo. Ora, per Patrick Zaki si tratta di resistere ancora in carcere, sperando che presto la situazione possa risolversi.

Approfondisci

Patrick Zaki ancora in carcere, ora si trova insieme ai detenuti politici

Patrick George Zaki: lo studente arrestato sarebbe sotto sorveglianza da un anno