medici che curano un paziente per coronavirus

Era il 1 febbraio scorso quando riportavamo la notizia di quella che sembrava essere stata una vera e propria censura nei confronti di Li Wenliang, il medico oftalmologo cinese che già alla fine di dicembre aveva lanciato l’allarme sul Coronavirus, prelundendo con anticipo quella che solamente in tempi recenti è stata condannata essere una pandemia che non riguarda più solo la Cina, non più solo l’Italia e non più solo l’Europa.

Di oggi, proprio dalla Cina, le scuse della polizia di Wuhan nei confronti del medico che ha perso la vita il 7 febbraio scorso.

L’ammonizione e la morte di Li Wenliang

La morte nella morte, la censura nella censura. Si può dire siano state le proteste degli stessi cinesi a portare alla luce quelle che oggi sono delle scuse che purtroppo però, il medico Li Wenliang non potrà più nemmeno permettersi di accettare.

Sono stati milioni i cinesi che sui social network hanno fagocitato tweet, post, commenti intrisi di rabbia per l’impossibilità di fare chiarezza in relazione alla storia di un medico-eroe, lo stesso che del Coronavirus aveva già informato i colleghi alla fine di dicembre.

Un grido che è parso inascoltato, caduto nel vuoto e poi rimbalzato da una parte all’altra del mondo solamente quando la sventura, la proliferazione del Covid-19 era già in atto in maniera quasi del tutto incontenibile.

L’ammonizione dopo aver lanciato l’allarme Coronavirus

Proteste che hanno preteso fin da subito indagini da parte delle autorità per capire fino a che livello potesse essere stato censurato, accusato di aver “violato il regolamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza“.

Eco all’eco, tweet pubblicati e poi rimossi, notizie frammentarie che dopo poche ore diventavano inesistenti esattamente come è accaduto al momento della sua morte.

Dapprima annunciata con certezza poi corretta facendo trapelare che il medico fosse ricoverato a Wuhan in gravi condizioni, poi di nuovo il decesso e un quadro clinico allarmante e alla fine, la nota da parte del Global Times che confermava il trapasso.

il tweet del global times che annuncia la morte del medico Li Wenliang
Il tweet del Global Times che annuncia la morte del medico Li Wenliang

Le scuse della polizia di Wuhan

Vogliamo libertà di parola“, scriveva il popolo cinese su Weibo, uno dei social network più popolari in Cina e il riferimento era chiaro.

A distanza di mesi dal primo allarmante appello di Li Wenliang, a distanza di mesi da quella nota di ammonizione che lo aveva raggiunto e a distanza di settimane dalla sua morte, l’Ufficio di pubblica sicurezza chiede scusa e lo fa con una nota, come riportano numerose testate.

La polizia di Wuhan chiede scusa al medico-eroe, il primo ad accorgersi del virus e il primo che provò a lanciare l’allarme, messo ingiustamente a tacere. Come riportato da SkyTg24, questo si legge nella nota che ora arriva a dare onore alla morte del medico: “[..] Ci furono applicazione errata della legge e procedure irregolari“.