armani respiratore

Quando il gioco si fa duro, accanto ai duri che si mettono a giocare, ci sono i virtuosi che vengono alla luce.

È infatti accaduto che diverse aziende, in questo difficile momento di blocco nazionale dovuto al coronavirus, abbiano deciso di applicarsi mettendo a disposizione le proprie forze per aiutare i più bisognosi durante l’emergenza.

La generosità del mondo della moda

Tra coloro che hanno fatto di più in questo difficile momento c’è sicuramente Giorgio Armani. Il mito della moda italiana qualche settimana fa aveva donato -come Gruppo Armani- un milione e 250mila euro agli ospedali milanesi: oggi, arriva la notizia della conversione degli stabilimenti di produzione dei vestiti in produzione di camici per infermieri, medici ed operatori sanitari.

In particolare saranno quattro gli stabilimenti riconvertiti: le sedi di Trento, Settimo, Matelica e Carré.

Armani non è l’unico virtuoso nel mondo della moda: Gucci, ad esempio, sta procucendo mascherine e camici per la Regione toscana: le mascherine e i camici prodotti devono passare i controlli delle autorità sanitarie, naturalmente, ma subito dopo sono disponibili per chiunque ne abbia bisogno. Anche l’azienda tessile Miroglio ha deciso di riconvertirsi, e ad oggi produce mascherine.

Non solo alta moda: ad unirsi alla cordata sono state anche aziende come H&M, Mango e Zara.

Decathlon dona maschere da convertire in respiratori

Qualche giorno fa si era parlato della straordinaria idea del Dottor Renato Favero, che aveva trovato il modo per convertire le maschere da sub di Decathlon in respiratori d’emergenza. Al progetto ha aderito la società bresciana Isinnova, che si è occupata della conversione pratica e dell’ideazione della maschera.

La conversione si è rivelata valida, e Decathlon ha deciso di tendere la mano donando 10mila maschere alle regioni italiane: le maschere saranno distribuite in base alla necessità nelle varie località.

Anche aiutare i dipendenti è fondamentale in questo momento e l’ha capito l’azienda il Pastificio Rana, che ha varato un piano straordinario per aiutare finanziariamente i dipendenti. Sono infatti stati messi a disposizione 2 milioni di euro  per i 700 dipendenti dell’ azienda che stanno lavorando alacremente.

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