cellulari in mano a delle persone

Classico simbolo di luce e speranza, la candela riveste da sempre un ruolo non solo materiale, ma anche spirituale. Nel periodo di emergenza Coronavirus, questo piccolo oggetto viene utilizzato per trasmettere messaggi positivi o apertamente religiosi, un terreno delicato su cui si possono inserire credenze e dicerie non del tutto verificate.

È quanto accaduto con 2 catene di Sant’Antonio apparse su WhatsApp negli scorsi giorni, che invitavano a sostituire la propria foto profilo con quella di una candela della speranza, salvo poi consigliare di rimuoverla a causa di un fantomatico, quanto poco credibile, “rito satanico”.

La candela della speranza su WhatsApp

Il messaggio, circolato su WhatsApp grazie alla condivisione tra gli utenti, era nato come sorta di flashmob virtuale, per manifestare la propria solidarietà nei confronti delle vittime del Covid-19: “Togli per il momento la foto del tuo profilo e metti quella della candela della speranza – recitava il messaggio – inviala a tutti i tuoi amici così per 24 ore abbiano lo stesso profilo per tutti i malati del Covid-19 e così alla fine vedremo quante candele sono state accese“.

Un’iniziativa del tutto innocua al principio, che come tante altre in questo periodo voleva probabilmente ricostruire quella sensazione di “comunità” unita, seppur divisa dalla quarantena.

Il messaggio bufala

A questa prima catena ne è seguita un’altra che, con tono piuttosto allarmato, sembrava rivelare che l’immagine della piccola candela fosse parte di un progetto decisamente bizzarro: “Messaggio cristiano urgente importante: cancellate subito tutte le candele che avete messo nei social – si leggeva nel post condiviso dagli utenti – è un rito satanico: il 24 marzo è la festa della bestia e si prepara con l’accensione di una candela il 23 sera.

Avvisate quanti hanno pubblicato l’immagine di una candela accesa. Grazie“.

Al di là delle credenze religiose di ognuno, il buon senso ci dovrebbe dire che una semplice immagine di Whatsapp non può di certo favorire alcun tipo di “rito”. La bufala ha però sortito il suo effetto, tanto che molte persone hanno poi immediatamente rimosso la fotografia.

Un simbolo universale di fraternità

A riprova del fatto che non ci fosse nulla di male nell’utilizzare una candela come simbolo di speranza, era arrivata la nota della stessa Conferenza Episcopale Italiana, che sul proprio portale online aveva dato risalto alla proposta delle comunità francesi: “Parte dalla Francia la proposta di aprire la finestra e accendere una candela tutti insieme, credenti e non, alle 19.30 di mercoledì 25 marzo, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la Festa dell’Annunciazione”.

Il gesto, anche in questo caso, voleva andare oltre le distinzioni religiose e rappresentare un omaggio alle vittime del Covid-19, ma anche a tutti coloro che combattono quotidianamente in prima linea contro il virus.

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