Posto di blocco della Polizia a Codogno

La giornata di ieri è tornata a far segnare un trend negativo nel numero dei contagi e dei morti da Coronavirus in Italia. Negli scorsi 3 giorni si era assistito ad un calo del numero di nuovi positivi, che ora in tutta Italia ha superato quota 62.013. Desta particolare allarme e sgomento la notizia di nuovi casi a Codogno, la prima zona rossa in Italia. La battaglia per il ritorno alla normalità deve ancora essere vinta.

Altri 6 positivi a Codogno

Va fatta una doverosa specifica ai dati divulgati ieri sera dalla Protezione Civile: il numero dei contagi è sì salito, 4.492 in un solo giorno, ma anche perchè sono aumentati i tamponi.

Questo sembra avvalorare la tesi espressa nei giorni scorsi da Borrelli e altri medici e scienziati, che stimavano che il numero reale dei contagi fosse molto superiore ai dati ufficiali. Fondamentale non è solo rintracciare questi contagiati, magari asintomatici, ma continuare a prevenire qualsiasi veicolo di contagio.
Per questo motivo la notizia che a Codogno sono emersi nuovi positivi al Covid-19 deve far riflettere.

Nei giorni scorsi la riapertura della zona rossa

La notizia è riportata dal Corriere della Sera, che evidenzia come a Codogno si era davvero assistito ad un calo del numero di positivi.

La cittadina lodigiana è stata la prima ad essere messa in quarantena, la prima zona rossa italiana. Ora, invece, le dichiarazioni del sindaco di Codogno Francesco Passerini: “Abbiamo sei positivi in più. Nelle ultime giornate eravamo fermi a 268 casi. Un segnale che i divieti introdotti con la zona rossa avevano funzionato“. Ha poi proseguito: “Noi abbiamo fatto sforzi molto rigidi, i risultati si sono visti perché nelle prime due settimane c’è stata una riduzione dei contagi.

Ora quegli sforzi rischiano di essere vanificati“.

I timori del sindaco di Codogno sono chiari: “Ci aveva sorpreso vedere che nel decreto del governo dello scorso 8 marzo la zona rossa veniva abolita – si legge sul CorriereChe senso ha chiudere tutto se poi, appena arrivano i primi risultati positivi, si dà la possibilità di riaprire negozi e di spostarsi per lavoro praticamente ovunque?”. La paura quindi è che non si riesca ad interrompere il circolo vizioso e l’intera area possa tornare a essere pesantemente colpita.

Un’altra giornata nera in Lombardia

Ieri in Lombardia è stata un’altra giornata nera. Come detto, parte dell’aumento dei numeri è dovuto al maggior numero di tamponi: 6.047 i campioni rilevati, per un totale di 2.543 nuovi positivi al Covid-19 (dati ribaditi dall’assessore Gallera). In totale, i positivi sono quasi 35.000 in tutta la Regione. A riprova che la fine dell’emergenza è ancora lontana, anche a Codogno, dove solo nei giorni scorsi si sperava di poter tornare ad una parvenza di vita normale.

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Pubblicato da Giulio Gallera su Giovedì 26 marzo 2020

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