violenza sessuale

“State a casa”: un ordine chiaro, semplice, perentorio, che le autorità governative hanno dato a marzo a tutti gli italiani e che ben presto i rispettivi governi a livello mondiale hanno dato, e stanno dando, in ogni nazione.

“Stare a casa” può essere però facile per molti, ma atroce per qualcuno: ci sono in questo momento centinaia, migliaia di donne e minori bloccati in casa con parenti e partner aggressivi, impossibilitati a trovare una valvola di sfogo o, molto più semplicemente, a salvarsi dalla barbarie.

Vittime tra le mura di casa

Il problema non è solo italiano: diversi Stati si trovano a dover trovare una soluzione a un aumento della violenza domestica.

In Italia il Ministro Lamorgese ha evidenziato il problema facendo un appello pubblico: “dobbiamo rimanere a casa, ma le istituzioni continuano ad essere al fianco delle donne: dunque non esitate a chiamare i numeri di emergenza”.

Il dramma nasce soprattutto dal fatto che la quarantena porta a una diminuzione delle denunce. Lo ha dichiarato il procuratore Maria Letizia Mannella, come riportato da Ansa: Ci basiamo solamente sull’esperienza perché è ancora presto per avere dei dati certi, ma possiamo dire che le convivenze forzate con i compagni, mariti e con i figli, in questo periodo, scoraggiano le donne dal telefonare o recarsi personalmente dalle forze dell’ordine”.

Chi chiamare se si è in pericolo

Chi si trova in una situazione di oppressione e/o pericolo, può chiamare il numero 1522, attivo 24 ore su 24 su territorio nazionale: le chiamate sono gratuite sia da rete fissa che da mobile. In caso di chiamata si riceve un supporto psicologico e non solo, anche pratico: le operatrici possono indicare i più vicini centri anti-violenza ed i servizi socio-sanitari pubblici e privati.

In caso di pericolo immediato ci si può rivolgere ai numeri 112, 113 e 118.

I provvedimenti di Francia e Spagna

Anche altrove sono stati presi provvedimenti: in Francia c’è stato un forte aumento delle denunce, al contrario dell’Italia: si parla di un 36% in più a Parigi e 32% in più nel paese in generale. Sono stati aperti punti d’ascolto usando i negozi dove le persone vanno a fare la spesa. Inoltre, lo stato finanzierà i pagamenti di stanze d’albergo per dare un posto sicuro alle donne vittime di abusi domestici.

In Spagna, finanziati provvedimenti anti violenza

Maria Jesus Montero, portavoce iberica, ha spiegato che in Spagna si stanno prendendo provvedimenti aggiuntivi per garantire la protezione delle donne: si è reso possibile ai comuni di utilizzare i fondi per la violenza di genere per provvedere ad attuare misure per gestire eventuali emergenze.