compagnie aeree rimborsi

A causa della continua e costante diffusione del Covid-19, sono stati molti gli stati che hanno deciso di bloccare i voli da e per l’Italia, nel timore che il virus possa entrare all’interno dei loro confini. Nonostante però la situazione di emergenza abbia abbia messo molti cittadini già in possesso di biglietti nella condizione di non poter partire, alcune compagnie aeree si sono rifiutate di rimborsare coloro che non si sono imbarcati. Vediamo la situazione.

Emergenza coronavirus: alcune compagnie aeree negano i rimborsi

Di fronte ad una situazione straordinaria che sta coinvolgendo tutta l’Europa, e non solo, il comportamento di alcune compagnie aeree è stato sicuramente inusuale.

Sono infatti migliaia i cittadini che in tempi non sospetti avevano acquistato i biglietti per un viaggio, e che ora si sono visti negare il rimborso pur essendo ormai un obbligo la decisione di rinunciare alla partenza. Questa è infatti la situazione che si profila dalle numerose segnalazioni e reclami che sono pervenute da parte dei passeggeri, rimasti a terra a causa dei decreti restrittivi. 

Dal 2 marzo però, come comunica l’ENAC, è anche possibile chiedere la restituzione di quanto è stato già pagato, e ciò in forza del decreto che regolamenta i rimborsi dei titoli di viaggio e dei pacchetti turistici.

Proprio sulla base di questo diritto l’istituto governativo si è quindi subito impegnato per riprendere le compagnie inadempienti, intimandole ad adempiere ai propri obblighi nei confronti dei passeggeri. 

Viaggi cancellati, come comportarsi?

Come si è visto, la cancellazione di molti voli ha comportato non pochi problemi per tutti coloro che avevano prenotato un viaggio in questo periodo. Sono in molti infatti coloro che ancora non sanno come comportarsi per poter comprendere come e quando avere accesso ai rimborsi.

In questi casi, la prima cosa da fare è controllare su siti specializzati se ci sono indicazioni o novità: su quello di Omio, ad esempio, è stata messa a disposizione degli utenti una sezione apposita che li aiuti a comprendere se e come possono ottenere un rimborso per la cancellazione, mantenendoli aggiornati su tutte le novità relative al settore dei trasporti. Vediamo quindi brevemente qualche indicazione su come comportarsi.

Volare da o verso zone arancioni

Il decreto firmato l’8 marzo obbliga tutti i cittadini a non muoversi se non per ragioni di estrema necessità, anche se si tratta delle zone meno colpite e riconosciute come zone arancioni.

In particolare, il divieto è categorico soprattutto per chi, anche se residente nelle zone arancioni, si sposta o proviene dai luoghi che per primi sono stati dichiarati zona rossa (anche se poi questa è stata estesa in tutta Italia), e quindi dalla Lombardia e dalle altre provincie del Nord-Italia dove i numeri dei colpiti sono molto alti. A tutti quelli che avevano già fatto il biglietto, sia in ingresso che in uscita, è comunque concesso il rimborso, a prescindere dalla decisione della compagnia aerea di cancellare o meno il volo.

 

Eventi annullati

Per quello che riguarda gli eventi che sono stati annullati a causa delle strategie difensive che ormai si stanno attuando ovunque, la prima cosa da fare è controllare sui siti dove si sono effettuate le prenotazioni. In ogni caso, sempre il decreto del 2 marzo ha reso chiaro che chiunque dovesse viaggiare per eventi annullati sulla base del decreto del 23 febbraio ha diritto a un rimborso. Il consiglio di consultare gli appositi siti, si rivela particolarmente valido qualora gli eventi siano esteri ed eventualmente non ancora annullati.

Voli cancellati

Se il volo è stato cancellato dalla compagnia aerea, ai passeggeri spetta il rimborso del biglietto, come da Regolamento europeo 261. In alternativa al rimborso però, per chi fosse comunque interessato a spostarsi, si può ottenere un buono di pari importo da utilizzare per un altro volo quando, tornata la normalità, sarà possibile ricominciare a viaggiare. 

Per quanto la situazione attualmente sia difficile, anche il Governo si sta muovendo per riuscire a tutelare i diritti dei cittadini. L’importante, in questo caso, è mantenersi costantemente aggiornati sulle novità del settore.