conte gualtieri

La battaglia europea subisce una svolta dopo il ritorno dell’asse franco-tedesco, secondo quanto riporta l’agenzia tedesca Dpa. Martedì si terrà l’Eurogruppo in cui si decideranno le misure per combattere le ricadute economiche della pandemia di coronavirus. Le indiscrezione parlano di un accordo tra Berlino e Parigi per aprire le linee di credito del Mes al posto dei coronabond, chiesti da Spagna e Italia. Dopo le tensioni tra il presidente Conte e i vertici europei, si registra un nuovo scontro all’orizzonte.

Francia e Germania si accordano sul Mes

Secondo l’agenzia di stampa tedesca, l’asse tra Macron e Merkel starebbe lavorando ad un’alternativa ai coronabond, obbligazioni con cui si ripartisce il debito per gli interventi economici dovuti al coronavirus tra tutti gli Stati europei.

La proposta sarebbe garantire prestiti dal Fondo Salva Stati pari al 2% del Pil. Il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha parlato di condizioni “light”, si intuisce quindi la prerogativa di firma a un memorandum d’intesa per accedere al prestito. Dopo l’istituzione del SURE, il fondo contro la disoccupazione, sul piatto ci sono inoltre prestiti garantiti dalla Banca europea degli investimenti.

Gualtieri: “Bond europei unica strada”

L’Italia non sembra disposta ad accettare il pacchetto di misure se non si discuterà di coronabond. Con una nota il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha chiarito la posizione del nostro Paese: “La sfida economica posta dal coronavirus è senza precedenti e richiede un vero salto di qualità nella risposta dell’Europa. Per questo l’Italia sta conducendo dure battaglie su tutti i tavoli negoziali. Abbiamo ottenuto che sul tavolo negoziale venissero proposti strumenti nuovi e adeguati alla sfida che abbiamo di fronte.

L’insieme di proposte che l’Eurogruppo presenterà al Consiglio Europeo comprende ora lo schema SURE di assicurazione contro la disoccupazione – da anni richiesto dal nostro Paese – un significativo potenziamento del capitale della BEI per costituire un fondo per le garanzie ai prestiti delle imprese e un fondo per la ricostruzione da finanziare con bond comuni europei“.

L’impegno però non basta: “Tuttavia l’Italia ha ribadito, trovando l’accordo di altri paesi tra cui la Francia, che non possiamo rispondere a uno shock comune e simmetrico con politiche fiscali asimmetriche che amplierebbero i divari tra Paesi.

Pertanto la risposta comune europea sarà adeguata solo se comprenderà l’emissione comune di bond europei per finanziare i piani nazionali di risposta all’emergenza coronavirus“.

Gentiloni: “Non basta”

Anche il commissario per gli Affari economici Paolo Gentiloni rimanda la proposta al mittente. Al tedesco Die Welt, l’ex presidente del Consiglio ribadisce la posizione dell’Italia: servono bond “emessi per uno specifico scopo e come misura ‘one-off’ destinata a rispondere esclusivamente a queste circostanze eccezionali. Penso che la Germania e gli altri Paesi del Nord lo potranno accettare“.

Il Mes senza condizioni può essere uno strumento utile, ma solo uno tra molti“, ha continuato il commissario europeo.

La resa dei conti nell’Unione Europea sembra dunque alle porte.

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