boris johnson in primo piano

Nelle ore in cui la Regina Elisabetta fa un passo storico con un discorso alla Nazione (il quinto di tutto il suo regno) e Boris Johnson viene ricoverato per via delle sue condizioni cliniche, il Regno Unito è in crisi.

Salgono numeri di vittime e contagiati

La conta dei contagi peggiora di giorno in giorno, e la velocità con cui crescono i numeri è da epidemia italiana: ieri si sono contati 4313 decessi totali e 41.903 contagiati. Le autorità hanno predisposto di fare circa 10mila tamponi al giorno. Il bilancio peggiora e proprio ora il massimo consigliere dell’esecutivo in tema di epidemie di Boris Johnson, con la massima autorità del Paese confinata in ospedale, parla di nuovo di immunità del gregge, ipotesi accantonata e messa da parte dallo stesso Primo Ministro.

Il Professor Graham Medley, infatti, vede negativamente l’ipotesi di un lockdown a medio termine, che viene interpretato come un vicolo cieco in quanto non permetterebbe vere svolte, bensì (come ha spiegato lui stesso al Times) una sorta di clima da lockdown continuo che “rischia di provocare più danni del virus stesso”.

Addirittura, il professor Medley considera l’ipotesi che la quarantena na possa portare a problemi quali “violenze domestiche, gravi malattie mentali causa clausura in casa e disoccupazione cronica”.

Morto un bambino di 5 anni

Ciò che potrebbe succedere qualora si decidesse di attuare l’unico principio dell’umanità di gregge è difficile a dirsi: quello che si sa è che la situazione, nel Regno Unito, è già molto difficile.  Fa molta paura soprattutto il fatto che vi siano stati casi di giovani senza patologie pregresse che sono rimasti uccisi in pochi giorni dal virus.

L’ultimo è il caso di un bimbo di 5 anni, ufficialmente riconosciuto come la vittima più giovane del virus: non si conosce la sua pregressa condizione clinica, per cui è al momento impossibile dire che altre patologie pregresse abbiano contribuito al decesso.

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