fosse comuni a new york notizia smentita solo parzialmente

È trascorso un mese esatto da quando lo sorso 11 marzo l’Oms ha dichiarato la pandemia globale causa dalla diffusione di Coronavirus. Nel corso di queste settimane lo scenario mondiale è mutato di Paese in Paese.

E così vediamo che a metà aprile, se qualcuno si prepara alla famosa fase 2 della quarantena, c’è chi proroga le misure restrittive –come annunciato ieri dal Premier Giuseppe Conte– fino al 3 maggio, mentre in Europa c’è ancora chi dichiara che il picco non sia stato ancora raggiunto. E se da un lato il Giappone allarmato dall’impennata decide per norme ancora più restrittive, il Regno Unito si riversa in spiagge e parchi nonostante i blocchi dettati dalle autorità.

Intanto gli USA detengono il titolo di Paese con il maggior numero di contagi al mondo.

Andamento dei contagi

Dopo una serrata quarantena che ha imposto la chiusura degli esercizi commerciali e di ristorazione e costretto milioni di persone in casa, l’Europa in questo momento mostra due facce, chi sembra aver stabilizzato la curva dei contagi, e chi invece ritiene di essere ben lontano dal picco.

L’Austria

La recente ed incoraggiante stabilizzazione dei contagi registrata in Austria, il cancelliere Sebastian Kurz annuncia ai suoi cittadini la tanto attesa fase 2 delle norme di contenimento.

Dal prossimo martedì 14 aprile, oltre ai supermercati e rivenditori di beni di prima necessità, riapriranno anche i piccoli esercizi commerciali e i locali che non superino i 400 metri quadrati. I limiti non sono solo di spazio, ma anche temporali. Gli orari di apertura sono obbligatori per tutti, dalle 7.40 alle 19.00. Restano inoltre chiusi i centri commerciali.

Restrizioni che in base alla curva contagi, saranno via via allentante.

Ovviamente anche in fase dovranno essere rispettate rigide norme di sicurezza. Sarà ancora in vigore il distanziamento sociale e l’obbligo per i cittadini di coprire naso e bocca con mascherina nei luoghi pubblici. La cancelleria ha già predisposto l’azione massiccia delle forze dell’ordine su territorio, che imporrano salate sanzioni in caso di contravvenzione.

La Spagna

Ben diversa la situazione in Spagna, invece, che in Europa conta ormai il maggior numero di contagi, con i suoi 161.851 casi ha superato l’Italia, primo Paese dell’occidente investito dall’epidemia, che resta al secondo posto con 147.577 casi, seguito dalla Germania con oltre 122 mila casi.

Sebbene le norme di contenimento stiano cominciando a mostrare i primi miglioramenti, il ministro spagnolo della Salute, Salvador Illa, ritiene che sia ancora necessario uno stato di isolamento per la Spagna. “La Spagna continua in uno stato di isolamento, non siamo ancora in una fase di de-escalation” come riportato dalla CNN.

Impennata dei casi, Giappone e Regno Unito

Ci sono poi i Paesi che stanno mostrando approcci diversi di fronte al fenomeno dell’impennata dei casi. Da un lato la giapponese Tokyo, che serra la stretta sul contenimento, dall’altro il Regno Unito che ha, sì cambiato rotta dall’obiettivo dell’immunità di gregge, ma sembra comunque meno spaventata pendendo d’assalto spiagge e parchi.

Il Giappone

A Tokyo il campanello d’allarme è scattato dopo aver registrato il più alto numero di casi in un giorno, 189, nella capitale. Le ultime 24 ore di Tokyo si vanno a sommare ai 2 giorni precedenti in cui l’aumento dei contagi ha seguito un andamento progressivo.

Qui le autorità locali hanno ritenuto opportuno intensificare le norme anti-contagio. Con un totale di 1708 contagiati, Tokyo ha predisposto la chiusura di esercizi dedicati alla ristorazione e all’intrattenimento, come ristoranti, bar, cinema, ma anche palestre e università, a partire da sabato 11 aprile.

Il Regno Unito

Pare non sia bastata la notizia dei 953 decessi per registrati in 24 nel Regno Unito a spaventare i cittadini. Nonostante le pesanti restrizioni emanate nelle ultime settimane dal Governo, la minaccia Coronavirus è presa ancora sottogamba dal momento che, approfittando del clima primaverile, in molti hanno deciso di concedersi una gita al parco o in spiaggia.

Assembramenti, runner, ciclisti, sono tante le segnalazioni giunte e documentate sui social. Sono stati necessari numerosi interventi da parte delle autorità britanniche. Per la violazione delle norme in Gran Bretagna si rischiano sanzioni fino a 950 sterline.

USA: il Paese con più contagi al mondo

Particolarmente preoccupante è la situazione degli Stati Uniti, che fino ad oggi registrano oltre mezzo milione di casi e più di 18 mila decessi. Una situazione preoccupante che sta mobilitando molte vip, tra cui star hollywoodiane nella campagna #istayhomefor.

Restrizioni a Los Angeles

Intanto la Contea di Los Angeles, in California ha già esteso le misure di contenimento fino al 15 maggio. Le spiagge assolate della California, normalmente brulicanti di vita, in questa primavera 2020 sono insolitamente vuote, offrendo al mondo intero un inedito panorama desolante.

E potrebbe continuare così ancora per molto, lo Stato si ritaglia infatti un margine d’azione, dicendo che la data del 15 maggio resta orientativa. Tutte le norme anti-contagio potrebbero quindi subire un’eventuale proroga nel caso la curva non dia segnali discendenti.