beppe fiorello

Non è la prima volta che interviene sul tema e che un suo tweet inonda web e carta stampata, e l’ultimo post di Beppe Fiorello è intriso di rabbia e indignazione contro chi non rispetta le regole anti-contagio in piena emergenza Coronavirus.

Beppe Fiorello contro chi non rispetta le regole

Poche settimane fa, il suo attacco contro chi cantava dai balconi: “Dobbiamo fare 3 giorni di lutto nazionale, a Pasqua il tweet al vetriolo contro chi esce di casa nonostante le restrizioni per impedire l’ulteriore diffusione del Coronavirus.

Beppe Fiorello ha scelto di dire quello che pensa e, anche stavolta, ha deciso di affidare la sua rabbia e la sua indignazione a un post sui social: “C’è chi è morto e chi morirà senza poter respirare, chi invece sfacciatamente ha preso la macchina ed è scappato a prendere una boccata d’aria in campagna.

Siete complici del contagio infinito, sappiatelo!!“.

È il duro intervento dell’attore sulla delicata questione degli spostamenti in piena emergenza Covid-19, quelli sottoposti a limitazione e non consentiti perché potenziale veicolo di ulteriori contagi eppure costantemente al centro delle cronache per diverse violazioni e multe da Nord a Sud.

Io resto a casa” è il contenuto dell’hashtag sottolineato da Beppe Fiorello, che già nei giorni scorsi aveva espresso il suo punto di vista sulla condotta di tanti cittadini davanti al drammatico scenario italiano.

Tweet di Beppe Fiorello
Tweet di Beppe Fiorello – Fonte: Twitter/Beppe Fiorello

L’appello dell’attore durante l’emergenza Coronavirus

Beppe Fiorello si era espresso sull’emergenza Coronavirus anche con un appello lanciato attraverso un video sul suo profilo Instagram, pubblicamente rivolto alle istituzioni e al mondo dello spettacolo.

Vorrei fare un appello a tutti gli artisti, a tutte le persone che hanno fra le mani il nostro Paese, ai politici, e dico loro di istituire un giorno, uno soltanto, di lutto nazionale per rispetto e in memoria delle persone che sono già morte, di quelle che continuano a morire ogni giorno e di quelle che, purtroppo, moriranno e le loro famiglie.

Un giorno soltanto. Chiudiamo tutto e poi torniamo a fare quello che è giusto fare. Grazie“.

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