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Il Pio Albergo Trivulzio ed altre case di cura del territorio milanese hanno subito perquisizioni, dopo che qualche giorno fa il direttore del Pio è stato iscritto al registro delle indagini con le accuse di epidemia colposa e omicidio colposo.

Tra le residenze perquisite anche la Sacra Famiglia di Cesano Boscone ed una Rsa di Settimo Milanese.

Il fine ultimo delle perquisizioni è mettere le mani sulle cartelle degli ospiti, in primis quelli deceduti all’interno della struttura. In più, si vuole capire chi, all’interno della catena di comando, ha detto cosa: chi era preposto a sorvegliare, chi ha dato l’ok a determinati comportamenti, chi ha veicolato od omesso informazioni fondamentali.

Lo scandalo delle case di riposo

Il dramma dei focolai sorti nelle case di riposo lombarde, nato dal fatto che in un primissimo momento sono stati spostati pazienti malati di Covid-19 nelle strutture di cura senza pensare che quest’ultime sono abitate al 100% da persone in avanzata età e con, nella maggior parte dei casi, una o più patologie, è ormai uno scandalo palese. In più, senza che venissero predisposte, in molti casi, le misure di cautela necessarie.

Le testimonianze di medici e operatori socio-sanitari

Al centro dell’inchiesta, un’ accusa in particolare: che in primo momento siano stati “nascosti” decessi di Covid-19 e che, in una situazione di palese precarietà, non si siano prese le precauzioni necessarie.  Il 23 febbraio, nelle comunicazioni interne, si dice che “il rischio di contrarre l’infezione è attualmente basso”. L’Agi aveva riportato la testimonianza di un’operatrice del Pio, che raccontava: “Due persone erano venute portare vie le mascherine che stavano in un armadio chiuso con la chiave e le avevano portate via dicendo che le avrebbero date a chi ne aveva davvero bisogno.

C’era stato spiegato che la regione Lombardia non prevedeva l’obbligo per noi di indossarle”.

Coinvolte anche Rsa nella Bergamasca

Il problema, a quanto pare, potrebbe essere diffuso anche a Rsa nella Bergamasca, come riportato dal responsabile FP-Cgil di Bergamo: “La Procura si è mossa anche nelle case di riposo della Bergamasca. Già da qualche tempo, alcune strutture hanno ricevuto la visita dei carabinieri del Nas dopo alcune segnalazioni“. 

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