spiaggia con ombrelloni

Il Coronavirus potrebbe cambiare le nostre abitudini balneari. La stagione estiva si avvicina e le associazioni balneari stanno prospettando alcune possibili soluzioni al problema della pandemia. Per ora solo progetti, ma l’obiettivo è tutelare la salute e contenere i danni al settore turistico, che secondo le stime avrà una perdita di circa il 60%.  

Le soluzioni delle aziende

Molte aziende si sono messe a disposizione e hanno presentato progetti innovativi che spaziano da barriere come quelle installate nei supermercati ma, anche, ombrelloni e sdraio separate dal plexiglass. Una delle prime aziende a proporsi è della provincia di Modena, secondo quanto riporta il Faro, e avrebbe già iniziato a presentare le prime soluzioni concrete.

Accanto alle misure architettoniche sono in cantiere numerose procedure per controllare e limitare gli affollamenti. Si parla di prescrizioni igieniche come mascherine per stare all’aria aperta, gel igienizzante nei bagni, nei bar e negli spazi comuni. La prospettiva è quella di garantire, comunque, l’accesso al mare.

“Andremo a mare questa estate “, le prime ipotesi di turismo di prossimità

Il sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali, Lorenza Bonaccorsi, sulla questione mare si è espressa a Rainews :Andremo al mare questa estate.

Stiamo lavorando per far sì che possa essere così. Ci stiamo lavorando  dal punto di vista degli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico, che contemplano l’ipotesi di un distanziamento”.  Infatti, come lei stessa sottolinea, l’attività di programmazione della stagione estiva sarà una delle prime attività della fase due.

Le misure parlano di una nuova concezione di turismo che la Bonaccorsi definisce di prossimità.

Si procederà, infatti, ad incentivare i borghi e limitare gli affollamenti delle grandi località. Il tutto volto a favorire e garantire il turismo estivo nella nostra penisola, in ottica però, come sottolinea Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano, di “non abbassare la guardia, il distanziamento sociale è necessario”.

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