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Dopo un mese di bollettini, vittime e decisioni difficili, è arrivato il momento di un disaccordo palese tra governo e Regione Lombardia. Terreno di scontro è il caso delle Rsa della Lombardia, segnate da un numero inquietante e anomalo di vittime di Covid-19. Oggi le Rsa lombarde sono sotto ispezione approfondita, perché si teme che non siano state garantite, nella fase più violenta del contagio, le misure di sicurezza che altrove hanno salvato decine di vite.

Zampa: “Il virus non vola nell’aria”

Le ispezioni ad alcune Rsa del milanese, Pio Albergo Trivulzio in primis, stanno portando a galla una situazione che sarà difficile, per i vertici, giustificare.

Ieri ad essere requisiti sono stati i documenti presenti negli uffici della Regione Lombardia. Lo scopo, è sempre capire chi abbia preso determinate decisioni, cercando dunque di capire chi abbia messo a repentaglio delle vite. Sandra Zampa, sottosegretario alla salute, ha parlato in maniera molto chiara ai microfoni di Circo Massimo: “Il virus non vola nell’aria, qualcuno deve averlo portato. Bisogna verificare se sono stati fatti tutti i controlli possibili”. Le Rsa della Regione Lombardia erano infatti in dovere di rispettare regole prese dall’alto: “Le disposizioni erano valide per tutti, non solo per la Lombardia.

Sia l’Istituto Superiore di Sanità che una circolare del Ministero imponevano di controllare l’ingresso di possibili casi positivi. Invece lì c’è stato un numero di decessi anomalo, molto alto. Si tratta di una materia molto delicata”.

Disattese le indicazioni del governo

La questione, spiega però Zampa, è più ampia e si basa su una difficoltà di rapporti tra la Regione Lombardia e il governo centrale: “Dal primo giorno la loro politica è stata quella di disattendere le indicazioni del governo, ha dichiarato a Repubblica, “di andare in direzione contraria, prendere le distanze.

Se indicavamo di chiudere, loro aprivano. Se indicavamo di aprire, loro chiudevano”.

Da questo assunto arriva la domanda più critica e dolorosa da porsi: quanto ha influito, questo, sugli spaventosi numeri di contagi della Lombardia? “Questo è avvenuto per ragioni politiche. Ma dovremmo chiederci come mai la Lombardia abbia un numero di contagiati sproporzionatamente alto rispetto alle altre regioni. L’accusa è che la quarantena non sia mai stata presa abbastanza alla lettera: “La Lombardia in realtà non ha mai chiuso.

Il Viminale sta facendo luce sulle aziende definite essenziali che sono rimaste aperte. In alcuni casi gli spostamenti sono rimasti al 45% rispetto ai tempi normali. Al Centro-Sud è stato proprio il blocco delle attività a salvare dal dilagare del contagio“.