Giovanna Botteri in collegamento dalla Cina

Nel 2020 si può ancora porre sullo stesso piano l’aspetto estetico, la preparazione e la professionalità di una donna nel suo lavoro? A quanto pare la risposta è sì, o almeno vista la recente esperienza vissuta da uno dei volti più noti del giornalismo italiano in piena emergenza Covid-19, l’inviata della Rai in Cina. Giovanna Botteri è stata, negli ultimi mesi, più volte presa di mira per il suo aspetto, dall’abbigliamento reputato poco curato come i suoi capelli.

Critiche che fanno storcere il naso, non solo se si pensa alla figura interessata, ma anche, ad esempio, al fatto che il fuso orario con Pechino è di 7 ore avanti e in più occasioni i collegamenti in diretta con i Tg nostrani avvengono (per lei) nel cuore della notte.

Il naso si storce ancora di più se, a prestare la sua voce a queste critiche, ci si mette qualcuno che ha fatto della lotta alle discriminazioni una missione, fondando anche una Onlus, Michelle Hunziker. In un recente servizio firmato Striscia la Notizia, Michelle ha ironizzato sull’aspetto della giornalista scatenando l’ira del web e una risposta precisa e puntuale della diretta interessata.

Le critiche a Giovanna Botteri

Sciatta, mal vestita, con indosso sempre lo stesso maglioncino, i capelli disordinati e grigi. Queste le parole che hanno accompagnato la giornalista Giovanna Botteri in questi giorni. Se l’intento era quello di far ridere, di certo Striscia l’obiettivo l’ha mancato andando letteralmente fuori orbita. In un servizio, che pare esser stato rimosso dai siti ufficiali e dal web, la giornalista viene derisa per il suo aspetto scatenando l’ira di molti, tra colleghi giornalisti e tanti altri.

Una carriera straordinaria, su cui un noto programma televisivo (Striscia la Notizia) ha tentato, però, di fare ironia. Come? Buttandola sull’aspetto estetico, evidenziando il look “trasandato” della giornalista e l’uso costante dello stesso vestito, concludendo il servizio con un’animazione di lei inserita in una vasca mentre si lava i capelli” tuona ad esempio Cathy La Torre su Facebook, che parla di una discriminazione rivolta a tutte le donne: “La cui professionalità, la cui esperienza, la cui conoscenza vengono sistematicamente subordinate all’essere o meno esteticamente piacenti”.

Giovanna Botteri la conosciamo ormai un po' tutti. Storica inviata Rai, ci ha raccontato per più di dieci anni, sempre…

Pubblicato da Cathy La Torre su Sabato 2 maggio 2020

Michelle che aveva contestato le parole di Amadeus

Ad essere nel centro del mirino però non c’è solo il servizio e il programma firmato da Antonio Ricci, si trova anche Michelle Hunziker, che a quel filmato ha prestato la voce.

La stessa che lo scorso febbraio aveva duramente contestato le parole pronunciate da Amadeus nel corso della conferenza stampa sul Festival di Sanremo, in merito alla presenza di Francesca Sofia Novello sul palco dell’Ariston. Forse a fare un passo indietro, questa volta, dovrebbe essere proprio la Hunziker, visto il suo impegno nella lotta dei diritti delle donne e contro la discriminazione.

Mentre il popolo del web s’indigna e chiede giustizia, i giornalisti tutti, il CPO CNOG, CPO FNSI, CPO USIGRAI e Giulia Giornaliste si schierano accanto alla stimatissima collega, parlando di body shaming, è arrivata la risposta della diretta interessata, ed è espressione di tutta la sua professionalità.

La risposta di Giovanna Botteri

Quella di Giovanna Botteri è una vera e propria lezione di stile che porta con sé anni di esperienza, anche in prima linea in zone di guerra. Come cita il comunicato: “Lei non ha voluto, non vuole farne un caso personale”, ma ha voluto cogliere l’occasione per invitare “Tutte e tutti ad una sacrosanta battaglia culturale”.

In poche righe la giornalista ha voluto far riflettere come l’aspetto non sia importante quando quello che conta è la tua voce e quello che ha da dire.

La lettera di Giovanna Botteri

Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste , quelle televisive soprattutto, hanno.  O dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo.Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere.Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo , minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne.
Giovanna Botteri

La replica di Striscia la Notizia

Striscia la Notizia ha inviato alla nostra redazione una replica, precisando che al rientro in studio Gerry Scotti ha commentato il servizio “Brava, brava Giovanna, vai avanti così nel tuo importante lavoro e non badare a chi sta a guardare il capello…”.
La nota continua con: “In realtà è da tempo che su alcuni media e nei social Giovanna Botteri viene presa di mira per il suo look, a detta di molti non particolarmente curato.

E il servizio di Striscia, partiva proprio da questo per mostrare come Giovanna nell’ultimo collegamento da Pechino avesse sfoggiato una nuova pettinatura, quasi a smentire le critiche malevole piovutele addosso”.

Questa la replica di Striscia ma, a nostro parere, un servizio confezionato a favore della professionalità di una donna, se questo era l’intento, poteva essere fatto in modo diverso.

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