provette in laboratorio

Si fa sempre più concreta la speranza nello sviluppo di un vaccino per il Coronavirus. Il mondo ha gli occhi puntati sul Jenner Institute della Oxford University, dopo i risultati positivi recentemente dichiarati. Ora il centro di ricerca ha annunciato una partnership con AstraZeneca, importante azienda biofarmaceutica inglese. L’accordo incorona AstraZenca come responsabile dello sviluppo e della distribuzione mondiale del vaccino in corso di progettazione nei laboratori di Oxford. Una produzione che dovrà essere efficiente, rapida e coordinata, coinvolgendo anche il Gruppo italiano Irbm.

Lo sviluppo e la distribuzione globale del vaccino

AstraZenca sarà responsabile di sviluppo, produzione e distribuzione del potenziale nuovo vaccino, dal nome provvisorio ChAdOx1 nCoV-19.

“Mentre il Coronavirus mantiene la sua stretta sul mondo, il bisogno di un vaccino per sconfiggerlo è urgente, dichiara in un comunicato stampa Pascal Soriot, CEO di AstraZenca. La collaborazione permetterà di unire all’eccellenza della ricerca made in Oxford le capacità produttive dell’azienda. “La nostra speranza è che, unendo le forze, potremo accelerare la globalizzazione di un vaccino (…) e proteggere le persone da questa mortale pandemia”, continua. Proprio per favorire un’ampia diffusione e mantenere i prezzi contenuti si prevede di adottare un modello no profit, ovvero senza margini di profitto.

Tra i produttori del vaccino un Gruppo italiano

Tra le parti coinvolte nel progetto si sente anche parlare italiano. Il Gruppo Irbm di Pomezia collaborerà con l’Università di Oxford ed è già impegnato nella messa a punto delle prossime fasi di sperimentazione clinica del vaccino. Il Gruppo ha dichiarato in una nota il suo impegno a “Mettere la propria esperienza specifica e la propria capacità produttiva a disposizione del programma”. I partner produttivi saranno dislocati anche in Inghilterra, Europa, India e Cina.

100 milioni di dosi entro fine anno

Del resto bisogna mettere in campo ogni forza disponibile per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di AstraZenca. Soriot ha dichiarato al Financial Times di voler distribuire “i primi 100 milioni di dosi entro la fine dell’anno, dando priorità alle categorie a rischio”. Della stessa opinione Pietro di Lorenzo, presidente dell’Irbm. “Entro dicembre (…) ci sarà un primo stock di vaccino anti-Covid disponibile”, riporta Tgcom24.

Le prossime fasi della sperimentazione

I tempi di ricerca e sperimentazione del vaccino per il Coronavirus sono “Inusualmente rapidi”, come riconosce il Professore Adrian Hill sulle colonne del Telegraph.

Il Direttore del Jenner Institute confida però nei buoni risultati della ricerca. Finora il vaccino anti-Covid sperimentale è stato somministrato a oltre 300 volontari sani e pare essere “Sicuro e ben tollerato”, secondo quanto riportato dall’Università di Oxford. La sperimentazione proseguirà ora in cinque centri del sud dell’Inghilterra, coinvolgendo volontari tra i 18 e i 55 anni. I risultati di questa fase sono attesi entro maggio.

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