Il Presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno

Un altro passo verso la definizione di un piano condiviso dall’Unione Europea per combattere l’emergenza Coronavirus è stato fatto. Stando a quanto riportano le fonti, nelle scorse ore l’Eurogruppo avrebbe raggiunto un accordo definitivo sul Mes. Duramente contestato dall’opposizione italiana ma anche dallo stesso premier Conte, avrà regole diverse da quello conosciuto sin ora.

Raggiunto l’accordo sul Mes

La partita per salvare gli Stati dell’Unione, duramente colpiti dalla crisi sanitaria e in attesa del contraccolpo economico, è iniziata da tempo. Non sono mancati però i momenti di scontro, sia interno che sul piano internazionale.

Da noi, l’insistenza di Matteo Salvini e Giorgia Meloni nel dire che Conte avesse “attivato il Mes”, è costata una dura risposta in diretta nazionale dal Presidente del Consiglio.

In Europa, invece, Conte ha lottato perchè fosse approvato uno strumento diverso dal Meccanismo Europeo di Salvaguardia, spuntandola anche sull’introduzione del Recovery Fund. Ora però si apprende che l’Eurogruppo ha trovato la quadra attorno al discusso fondo salva-stati.

Come funziona il nuovo Mes

Stando a quanto riporta l’Ansa, nelle ultime ore l’Eurogruppo ha raggiunto un accordo definitivo sul Mes.

Composto dai Ministri dell’Economia dei Paesi membri, era chiamato a rimodulare il fondo per venire incontro alle esigenze dei Paesi che sarebbero pure stati interessati ad utilizzarlo, ma non alle condizioni che l’hanno reso così inviso a gran parte dell’opinione pubblica.

Fonti Ue riportate da Ansa, riferiscono che nel “nuovo Mes” sarà inclusa un’ampia interpretazione delle spese sanitarie per cui potrà essere utilizzato. Per esempio, viene riferito che non sarà limitato a spese per terapie intensive o respiratori, ma ad una più vasta gamma di spese sanitarie. Inoltre, i tassi di interesse sul prestito saranno poco superiori allo 0,1% all’anno e la scadenza a 10 anni.

Si potrà ricevere fino al 2% de Pil

Sempre Ansa riporta le parole del vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis sul nuovo Mes. Dombrovskis avrebbe detto che “Tutti gli Stati della zona euro sono idonei a chiedere il Mes” e che “potranno prendere il 2% del loro Pil, scadenze e interessi saranno molto favorevoli, e la sorveglianza sarà semplificata“. Proprio quest’ultimo punto era tra i più critici. Con una nota diffusa da numerose fonti, l’Eurogruppo riferisce che “Accogliamo con favore l’intenzione della Commissione di applicare un quadro di monitoraggio semplificato, limitato agli impegni dettagliati nel piano di risposta pandemica“.

I dettagli verranno spiegati in una conferenza stampa, ma Presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno avrebbe anche anticipato quale sarà l’unico requisito per accedere al Mes. Sarà, come nelle speranze, senza condizionalità se non “che gli Stati membri dell’area euro che richiedono sostegno si impegnino a utilizzare queste linee di credito per sostenere il finanziamento interno dei costi diretti e indiretti sanitari, di cura e di prevenzione dovuti alla crisi della Covid-19“, le sue parole riportate da Adnkronos e confermate anche da Paolo Gentiloni ai microfoni della stampa.

Le reazioni di Salvini e Meloni

Non si sono fatte attendere le reazioni politiche, dal M5S a Matteo Salvini e Giorgia Meloni, i più critici contro l’utilizzo del Mes in patria. In una nota riportata da numerose fonti, il M5S ha definito “inadeguato” il Mes rispetto alle “insufficienti rispetto alle reali necessità legate a questa emergenza”. Di fatto, si allineano alla linea di Giuseppe Conte. Al contrario, il PD ha accolto favorevolmente gli sviluppi europei.

Salvini, come riportano numerose fonti, ha commentato sottolineando che “Il Mes non è un regalo, sono soldi dati in prestito, da restituire a precise condizioni scelte a Bruxelles e non in Italia“.

Giorgia Meloni, invece, si è affidata ad un post su Facebook. “Ricordo a me stessa, e non solo, che il MES è un trattato internazionale, non un programma della UE, e che quindi non basta una lettera di Gentiloni o un vago impegno politico per cambiarlo“. Quindi posticipa qualsiasi valutazione a quando verrà ufficialmente approvato: “Finora non è accaduto, e il trattato in vigore prevede delle condizioni molto rigide per chi accede al fondo salva stati“. La leader di Fratelli d’Italia definisce quindi il Mes “La trappola per topi si sta facendo più raffinata, ma temo rimanga una trappola per topi”.

Post di Giorgia Meloni
Post di Giorgia Meloni

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