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Come un fulmine a ciel sereno alle 17.17 di sabato 9 maggio, il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato che Silvia Romano, la giovane cooperante italiana rapita nel novembre 2018 in un villaggio in Kenya, è stata finalmente liberata.

Immediata l’esplosione di gioia sul web, nel mondo della politica, del quartiere in cui vive la giovane e, ovviamente della famiglia. Una felicità indescrivibile e incontenibile che può essere racchiusa nelle parole del padre, Enzo Romano: “Ringrazio di cuore, insieme alla mia famiglia, le decine di migliaia di persone che, in vari modi, ci hanno trasmesso solidarietà e vicinanza per la vicenda di Silvia.

Soprattutto, GRAZIE x gli auguri di complenno! Enzo & famiglia”. In tanti però si sono subito posti una domanda, com’è andata? Cos’è successo?

Le operazioni gestite dai servizi segreti

Il ministro degli Esteri Luigi di Maio, durante una veloce intervista rilasciata in diretta durante il TG 1 della sera, ha specificato che i dettagli delle operazioni sono secretati in quanto gestite totalmente dai servizi segreti italiani e frutto di una collaborazione di intelligence.

Qualcosa però è trapelato, pare ci sia stato un blitz seguito a mesi di trattative con il gruppo terroristico di matrice islamica Al Shabaab, che sembravano essere giunte ad un punto morto, fino alla svolta di gennaio.

Com’è stata liberata Silvia Romano?

Nel concreto, quella che per ora è un’informazione certa, è che il blitz si è svolto tra l’8 e il 9 maggio in un centro abitato a 30 km da Mogadiscio. Silvia Romano è stata “restituita” dagli emissari del gruppo terroristico con indosso abiti tradizionali delle donne somale agli agenti dell’AISE- Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna che ha gestito l’operazione in collaborazione dei servizi segreti turchi, che l’hanno immediatamente trasportata al sicuro in un comphound militare.

Silvia Romano era nelle mani del gruppo terroristico di matrice islamica Al Shaabab e, secondo indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, pare sia stata costretta alla conversione e a sposare uno dei rapitori. Di lei si erano perse le tracce e, con esse, anche le speranze di ritrovarla cominciavano ad affievolirsi, fino ad un primo segnale concreto lo scorso novembre e a un video-messaggio che ha tolto ogni dubbio.

Il video di gennaio

Sono Silvia Romano e sto bene”, questo pare essere il contenuto del video che i rapitori hanno fatto avere all’intelligence datato 17 gennaio 2020. La prova definitiva che confermava quanto visto in un altro video risalente a novembre, nel quale si vedeva Silvia Romano in una zona abitata in Somalia, il villaggio di Buulo Fulaaym nella zona di Bay.

Così si è aperto un delicato canale di trattative, l’Aise vuole fare in fretta perché, più si aspetta più c’è il rischio che salga il prezzo del riscatto (sul quale mancano conferme sul prezzo pagato per riprendere Silvia).

Dopo una serie di alti e bassi e punti morti, finalmente Silvia Romano viene liberata e portata in un luogo sicuro e poi in ambasciata.

Come sta Silvia?

Non è chiaro, secondo quanto riferito ieri dal responsabile del Copasir, Raffaele Volpi, “Sta bene ed è in forma. Provata ovviamente dallo stato di prigionia ma sta bene”. Lei stessa ha detto all’Ansa: “Sono stata forte e ho resisto. Sto bene e non vedo l’ora di tornare in Italia” e, pare abbia detto all’ambasciatore italiano in Somalia, di aver sentito la mancanza della pizza.

La giovane cooperante sta fisicamente bene, ma comunque ha subito 16 mesi di pressioni psicolgiche costanti, dalla permamenza in una foresta inagibile al lungo periodo chiusa in una grotta insieme ad altri ostaggi, in un territorio ostile tanto politicamente e socialmente quanto a livello climatico (la notte del blitz è stata caratterizzata da una forte alluvione ad esempio).

Sarà il tempo (e i dovuti esami clinici) a stabilire le effettive condizioni della giovane, per ora, bisogna solo aspettare il suo rientro.

Silvia Romano torna a casa

Silvia atterrerà a Ciampino alle 14 di domenica 10 maggio, incontrerà i carabinieri del Ros e i magistrati (con gli 007 ha già parlato) e poi, finalmente riabbraccerà la famiglia.

Il regalo più bello per una mamma nel giorno della sua festa.

Luigi di Maio sulla liberazione di Silvia Romano

Guarda il video:

Ho sentito Silvia Romano, sta bene. Domani arriverà in Italia. Sono orgoglioso di servire il mio Paese. Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che hanno lavorato a questa operazione.

Ho sentito Silvia Romano, sta bene. Domani arriverà in Italia. Sono orgoglioso di servire il mio Paese. Sono orgoglioso delle donne e degli uomini che hanno lavorato a questa operazione.

Pubblicato da Luigi Di Maio su Sabato 9 maggio 2020

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