Sarah Scazzi

La madre di Sarah Scazzi, Concetta Serrano, ha parlato dell’ipotesi del perdono per Cosima e Sabrina, rispettivamente sua sorella e sua nipote, condannate in via definitiva all’ergastolo per il delitto della 15enne. Le parole della donna durante un confronto in diretta Facebook, nello spazio di approfondimento realizzato dall’avvocato Nicodemo Gentile.

Il dolore di mamma Concetta

Mamma Concetta è una donna che le cronache hanno imparato a raccontare nella cornice del terribile dramma che ha colpito la sua famiglia e l’Italia intera: l’omicidio di Sarah Scazzi.

Una donna forte, come ha dimostrato in tutti questi anni di calvario giudiziario e di intima sofferenza per l’orrore in cui la figlia di 15 anni è stata inghiottita, strappata alle sue carezze per sempre.

Concetta Serrano ha parlato del suo dolore di madre nel corso di una diretta Facebook trasmessa sul profilo dell’avvocato Nicodemo Gentile, nell’ambito dell’appuntamento social che il legale ha voluto dedicare ai grandi casi di cronaca e che è intitolato “Con tono gentile”.

Non puoi pensare che ti abbiano tolto una figlia in quel modo – ha raccontato con tono mite Concetta –, nemmeno una bestia si ammazza in quel modo.

Una tristezza difficile da portare avanti“, ha dichiarato, sottolineando come la sua fede le abbia permesso di trovare la forza e il coraggio di non cedere all’immane tragedia che ha risucchiato il suo cuore.

Un genitore non accetta che il figlio muoia prima, poi in quel modo. È una cosa che non si può definire“. Le parole della madre di Sarah Scazzi scorrono come carezze delicate sui lineamenti di un dramma atroce, comunque determinate a ribadire lo sconcerto davanti a una morte che ha trafitto in modo irreversibile la sua esistenza.

Per mamma Concetta, come ricorda Gentile, Sarah è sempre stata la sua “bimba”, per quella fisiologica inclinazione che lei stessa ha spiegato durante la diretta: “Per i genitori un figlio è sempre un bambino, non cresce mai“.

L’ipotesi del perdono per Cosima e Sabrina Misseri

Concetta Serrano non ha mai nascosto lo smarrimento e la galassia di interrogativi che gravitano intorno a un omicidio maturato in una famiglia, quella dei Misseri, che avrebbe dovuto proteggere la sua piccola e che, prima di quel 26 agosto 2010, era la sua seconda casa.

Avetrana, cuore della Puglia sventrato da uno dei casi più sinistri della cronaca nera, è un luogo che nella storia resta sospeso in una dimensione di domande in parte ancora irrisolte.

Concetta Serrano, ancora oggi, si chiede come sia possibile non dire il vero davanti a una tragedia di questa entità. Michele Misseri, dal canto suo, continua ad autoaccusarsi dell’omicidio, anche se per la giustizia è responsabile del solo occultamento del cadavere della 15enne (per cui ha incassato una condanna a 8 anni di carcere). E nel 2018 aveva scritto una lettera alla madre di Sarah, chiedendo perdono e tornando a dipingersi come esecutore materiale del delitto.

È pur sempre una nipote che è stata uccisa. Perché non dire la verità? Non l’ho ancora capito – dice Concetta Serrano in merito alla condotta dei Misseri -. I tuoi familiari si comportano in questo modo, è una cosa che ti lascia distrutta“.

E l’ombra del perdono non è estranea al pensiero di mamma Concetta, orizzonte che, a suo dire, sarebbe possibile soltanto a una condizione: “Sono persone che mi hanno tradito e mi hanno ucciso una figlia, e ancora sostengono la loro innocenza.

Ti senti ancora più ferita. Sarebbe bello che loro dicessero la verità. Potrei anche perdonarle, se dicessero la verità. Ma se continuano con questa menzogna non ha senso“. Oggi Sarah avrebbe 25 anni, e chissà come sarebbe la sua vita se quel pomeriggio d’estate del 2010 non fosse mai esistito.

Guarda il video:

Nicodemo Gentile

L'omicidio di Avetrana: Sara " la mia bambina "

Pubblicato da Nicodemo Gentile su Martedì 5 maggio 2020