Gianna Bryant e Kobe Bryant

Kobe Bryant è morto, insieme alla figlia 13enne Gianna, la mattina del 26 gennaio scorso. “Si è trattato di un incidente”, certifica il rapporto sull’autopsia. Dopo quasi 5 mesi dal tragico incidente in elicottero, la Contea di Los Angeles ha rilasciato i risultati dell’autopsia sulle 9 vittime dello schianto. I test su Ara Zobayan hanno inoltre dimostrato che il pilota non aveva assunto droghe o alcol. A causare il drammatico incidente dunque furono probabilmente le condizioni meteorologiche. Bryant, 5 volte campione NBA con i Los Angeles Lakers, è considerato uno dei più grandi giocatori di basket della storia.

Si era ritirato nel 2016.

Morti tutti nell’impatto: il risultato dell’autopsia

Il rapporto del medico legale sulle autopsie delle 9 vittime è di ben 180 pagine. La maggior parte di queste contiene la descrizione dettagliata delle numerose ferite riportate dai deceduti. “Trauma da impatto”, si legge, è la causa di morte ufficiale di tutte le vittime. Sarebbero quindi deceduti tutti immediatamente. Sono passati quasi 5 mesi ormai, ed ora arriva la conferma che il pilota non era sotto effetto di sostanze che ne alterassero i sensi.

Proseguono dunque le indagini degli investigatori californiani sul meteo di quella tragica mattina. Da subito, infatti, non risultarono prove su eventuali guasti al motore dell’elicottero. Lo schianto, probabilmente dovuto alla nebbia, oltre al pilota 50enne Zobayan, alla star del basket Bryant e alla figlia Gianna, causò la morte di altre 6 persone: Alyssa Altobelli, John Altobelli, Keri Altobelli, Sarah Chester, Payton Chester, Christina Mauser.

Erano diretti ad un torneo di basket

Ben 17 pagine del rapporto sono dedicate al campione 41enne Kobe Bryant. Il suo corpo era quasi interamente ricoperto di ferite, le quali si son rivelate “rapidamente se non istantaneamente fatali”.

Bryant e gli altri passeggeri erano diretti ad un torneo di basket all’Accademia Mamba Sports, dove Bryant avrebbe fatto da coach per la squadra della figlia. Ma l’elicottero si è schiantato sulle colline a nord di Los Angeles, in località Calabasas, circa 40 minuti dopo il decollo. Le altre vittime erano due compagne di squadra di Gianna Bryant, i loro parenti e un’allenatrice. Viaggiavano a circa 300 chilometri orari quando il pilota ha perso il controllo.

Ma l’autopsia ha escluso definitivamente la possibilità che fosse sotto effetto di droghe e alcol.