Antonio Stano e un frame dai video di un pestaggio

Si è concluso il processo a tre membri della baby gang degli “Orfanelli”, che ad aprile 2019 si reso protagonisti del brutale caso di cronaca di Manduria, in provincia di Taranto. Un pensionato di 66 anni, Cosimo Antonio Stano, morì a seguito di botte e torture da parte della gang, che poi faceva girare i video su un gruppo Whatsapp. A processo con rito abbreviato sono finiti i 3 maggiorenni del gruppo, che sono stati condannati.

Antonio Stano, bersagliato dalla baby gang

Il caso di Manduria ha visto la luce a partire dal 23 aprile 2019, giorno della morte di Antonio Stano.

Le indagini, però, hanno appurato che l’incubo vissuto dal 66enne con problemi psichiatrici andava ben più lontano nel tempo. Data la sua fragilità, la gang – che si faceva chiamare la Comitiva o il Branco degli Orfanelli – lo aveva preso di mira: entravano in casa sua, lo vessavano e derubavano dei piccoli averi.

È stato proprio lo stesso Stano a raccontarlo, nei suoi ultimi giorni in ospedale: l’uomo era stato trovato in casa sua in gravi condizioni di salute dopo l’ultimo pestaggio.

Per paura, non era più uscito di casa, senza neanche nutrirsi. Il caso ha sollevato ovviamente clamore e indignazione, per un uomo vittima di giovani senza alcun controllo.

3 a processo, altri 13 ai servizi sociali

Nei giorni successivi alla morte, emersero numerosi dettagli che contribuirono ad aggravare la vicenda. Furono fermati o arrestate numerose persone, la maggior parte minorenni che furono anche allontanati dalle famiglie, perchè avevano dato “prova di incapacità di controllare ed educare i giovani“, e finiti in comunità e ai servizi sociali con sospensione del processo.

Uno di loro, disse anche che “era solo per ridere che facevamo girare quei video, mica lo volevamo morto“.

Solo un mese prima Antonio Stano aveva denunciato di essere “costantemente oggetto di vessazioni, angherie, percosse ed aggressioni ad opera di alcuni giovani ignoti” che lo chiamavano “il pazzo”. Per i 3 maggiorenni del gruppo, si è proceduto col rito abbreviato (che prevede la riduzione di un terzo della pena).

Condannati a 10 e 8 anni di carcere

Alla sbarra sono finite infinite tre persone: il 20enne Gregorio Lamusta, il 24enne Antonio Spadavecchia e il 20enne Vincenzo Mazza.

Il primo è stato condannato dal gup Vilma Gilli a 10 anni e di carcere; gli altri due imputati invece dovranno scontare una pena di 8 anni e 8 mesi. Attorno alla sentenza è sorto un po’ di malumore: il pm Remo Epifani aveva chiesto 20 anni di carcere per gli imputati, scelta non accolta però dal giudice.

Inoltre, pur venendo riconosciuto il reato di tortura ai danni di Antonio Stano, non è stata confermata l’aggravante della morte come conseguenza delle torture subite. Per i medici legali, l’ulcera gastrica perforante che è di fatto costata la vita a Stano era diretta conseguenza dello stress per i pestaggi, ma questa versione non è stata accolta.

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