paolo sorrentino alla premiazione degli oscar

Il 31 maggio 2020 segna due importanti compleanni nel mondo del cinema mondiale ed italiano. Parliamo dei 90 anni dell’intramontabile Clint Eastwood e dei 50 anni del regista nostrano Paolo Sorrentino. Da un lato un attore americano che ha regalato alla Storia indimenticabili interpretazioni, anche grazie allo “zampino” di giganti come Sergio Leone ed Ennio Morricone, prima di reinventarsi regista da Oscar. Dall’altro un eclettico ed insaziabile cineasta e scrittore che dalla sua Napoli è partito alla conquista del mondo. Così diversi fra loro, eppure accomunati dalla stessa Musa: la “Grande Bellezza” del Cinema.

Le radici di Paolo Sorrentino: Napoli

Paolo Sorrentino nasce a Napoli il 31 maggio del 1970, e alla sua Napoli vuole tornare. Durante una recente intervista a Skytg24, il regista confessa: “Ho sempre fatto film che non mi riguardano direttamente e mi piacerebbe iniziare a far film che mi riguardano da vicino, che riguardano me, un po’ di cose mie”. In che senso? “Il prossimo obiettivo potrebbe essere raccontare Napoli. Per molti anni, quando sono venuto a Roma, il rapporto con Napoli era abbastanza di disinteresse.

Negli ultimi tempi invece, mi è venuta una gran voglia di tornarci e di andare a rivederla. Penso che alla fine si faccia proprio un cerchio nella vita, un giro: si parte da un posto e ci si può tornare, si vuole tornare. Perché non ci si libera per nessun motivo al mondo dall’origine, dalle radici”.

La tragedia e la fine della giovinezza

Ed è proprio da quelle radici che il giovane Sorrentino muove i primi passi, e da ragazzo diviene uomo troppo presto, quando a 16 anni perde entrambi i genitori in un incidente.

Una fuoriuscita di gas uccide i coniugi Sorrentino nel sonno, avvelenandoli col monossido di carbonio.

A me Maradona ha salvato la vita”, racconterà anni dopo il regista al Corriere della Sera. “Da due anni chiedevo a mio padre di poter seguire il Napoli in trasferta, anziché passare il week end in montagna, nella casetta di famiglia a Roccaraso; ma mi rispondeva sempre che ero troppo piccolo. Quella volta finalmente mi aveva dato il permesso di partire: Empoli-Napoli”. La tragedia piega quel ragazzo, ma non lo spezza.

Il giovane Sorrentino si iscrive alla facoltà di Economia, ma a pochi esami dalla laurea, a 25 anni, la Settima Arte lo chiama a sé.

Esordio di successo con Toni Servillo

Sorrentino esordisce con un cortometraggio a metà anni ’90. Prosegue su quella strada fino al primo lungometraggio L’uomo in più (2001). La pellicola gli vale diversi premi, fra cui il Nastro d’Argento a Venezia come miglior regista esordiente. Segna anche l’inizio della duratura e fortunata collaborazione con l’attore Toni Servillo. Ma soprattutto fa da trampolino di lancio per una carriera incredibile.

Nel 2004 presenta al Festival di Cannes Le conseguenze dell’amore, che si aggiudica 5 David di Donatello e 3 Nastri d’argento.

Nel 2008 decide di osare addentrandosi nel mondo della politica: Servillo è Il divo, ispirato alla figura controversa di Giulio Andreotti. Un successo strepitoso di critica e pubblico, sancito anche dalla vittoria del premio della giuria di Cannes guidata da Sean Penn. Penn, rinomato artista poliedrico, sarà protagonista nei panni di una rockstar in pensione del primo film in inglese di Sorrentino: This must be the place (2011).

La Grande Bellezza

L’apice viene toccato però pochi anni dopo con La Grande Bellezza, complice anche una straordinaria interpretazione di Toni Servillo, nei panni del “guastafeste” Jep Gambardella.

Il film racconta, con una punta di cruda malinconia, gli eccessi e le contraddizioni di Roma e dell’Italia. La Grande Bellezza sbanca il botteghino e fa incetta di premi: dal Golden Globe ai 5 Nastri d’argento a Venezia, fino al Premio Oscar come miglior film straniero, la stessa statuetta vinta 15 anni prima da Benigni con La vita è bella.

La fama e il successo di Sorrentino sono ai massimi livelli, e la voglia di raccontare il mondo attraverso la sua fine e mai scontata lente lo porta negli anni successivi a sperimentare ancora.

Nel 2015 esce Youth – La giovinezza, che vede la partecipazione di star internazionali come Michael Caine e Harvey Keitel.

Il successo in tv con The Young Pope

Nel 2018 torna ad investigare la politica italiana in Loro, prendendo ispirazione da un altro suo protagonista: Silvio Berlusconi. Ad interpretare l’ex premier è ça va sans dire un immenso Toni Servillo. Negli stessi anni, il regista napoletano decide anche di imbarcarsi in un’altra avventura, passando dal grande al piccolo schermo.

Così nasce The Young Pope, serie tv incentrata sulla figura di un giovane ambizioso e fuori dagli schemi che approda al soglio pontificio.

Nello show fa da padrona l’atmosfera onirica e dark in cui si muovono il giovane papa Jude Law e Silvio Orlando, che interpreta il Cardinale Angelo Voiello, Segretario di Stato della Santa Sede. La serie riscuote un successo straordinario e Sorrentino decide di dar vita ad un sequel, The New Pope (2020).

In questi 50 anni, Paolo Sorrentino ha saggiato sulla propria pelle tanto la crudezza quanto la bellezza della vita. Ha saputo con talento e pazienza reinventarle e raccontarle al grande pubblico, conquistandosi di diritto un posto fra i maestri del nostro cinema.