L'assassino di Alessio e Simone condannato a 9 anni. Rabbia dei genitori dei cuginetti travolti dal Suv a Vittoria:

I genitori di Alessio e Simone, i cuginetti travolti lo scorso 11 luglio da Rosario Greco a bordo del suo Suv a Vittoria, trattengono a stento la rabbia. L’assassino dei loro bambini ha ricevuto una condanna a 9 di reclusione, ma per loro la pena dovrebbe essere ben più pesante. Ai microfoni del programma Quarto Grado, dichiarano: “Come mai non gli hanno dato il massimo della pena? Quanto valgono le vite di questi due bambini? Noi siamo condannati, e lui?

La tragica notte dell’11 luglio

La sera dell’11 luglio 2019 la loro vita è cambiata per sempre.

I loro bambini, Alessio e Simone, di 11 e 12 anni, vennero travolti dal Suv di Rosario Greco, lanciato a folle velocità per le stradine di Vittoria (Ragusa). Alessio esalò l’ultimo respiro poche ore dopo il violento investimento. Simone invece lottò per alcuni giorni. Si tentò un salvataggio disperato con l’amputazione delle gambe, ma non bastò. Il ragazzo è morto in ospedale, fra le lacrime e la rabbia dei genitori, che da allora non hanno mai smesso di chiedere giustizia. Rosario Greco, 37enne con precedenti e trovato positivo agli esami tossicologici, ricevette un’accusa di duplice omicidio stradale.

I genitori di Alessio e Simone: “Uccisi per la seconda volta

In questi giorni il giudice per le udienze preliminari di Ragusa ha emanato una sentenza a 9 anni di reclusione per Greco. Una pena che i genitori delle due giovani e innocenti vittime ritengono insufficiente. Chiedono di rivedere il caso e dichiarano a Fanpage: “Non ci aspettavamo la sentenza del giudice che ha ucciso per la seconda volta sia i nostri figli che noi genitori. Ospiti anche su Rete 4 nel programma Quarto Grado mostrano tutta la loro delusione.

Se l’autista avesse tardato di cinque minuti, i bambini sarebbero stati al sicuro. Mio figlio mi aveva appena chiesto di aprirgli la porta per tornare in casa. Lui è piombato come un missile sui bambini. Solo noi sappiamo in che stato erano i nostri figli quella sera”.