Martina Rossi

Con qualche mese di ritardo a causa dell’emergenza Coronavirus, si è tenuto il processo d’appello per la morte di Martina Rossi, studentessa morta nel 2011 dopo essere precipitata dal balcone di un hotel a Palma di Maiorca. Per la sua morte erano accusati di violenza sessuale di gruppo 2 uomini, ma la sentenza ha ribaltato il primo grado.

Martina Rossi, nessun responsabile per la sua morte

La vicenda giudiziaria sulla morte di Martina Rossi, per i quali sono imputati Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, è stata decisamente tribolata. I due sono stati condannati a 6 anni di carcere in primo grado a dicembre 2018 per violenza sessuale di gruppo.

Un reato, che avrebbe portato alla morte della giovane, che per sfuggire allo stupro sarebbe precipitata dal balcone dell’hotel. La difesa ha sempre sostenuto che la giovane si sarebbe suicidata, ma anche che avesse fumato erba e che quindi “non ci stava con la testa“.

I genitori, invece, si sono sempre battuti per cercare la verità e una responsabilità penale nella morte della figlia. 9 anni dopo, invece, l’amara sentenza della Corte d’Appello di Firenze.

Assolti Vanneschi e Albertoni

Stando a quanto riportato da numerose fonti, la sentenza d’appello ha ribaltato quando deciso in primo grado. I giovani erano stati condannati a 6 anni, ma nel frattempo era già caduto in prescrizione il reato di morte in conseguenza di altro reato; un fatto, questo, che aveva scatenato una dura reazione del padre.

Come è successo oggi, quando Vanneschi e Albertoni sono stati assolti perché, viene riportato, “il fatto non sussiste“. Non ci sarebbe stata alcuna violenza sessuale, nulla che possa aver portato alla sua drammatica morte.

La rabbia del padre di Martina

Una sentenza che lascia delusione e amarezza nei genitori della 23enne Martina Rossi. Stando a quanto riportato da Repubblica, al termine del processo, il padre Bruno Rossi avrebbe detto: “Martina non c’è più, e non c’è più neanche giustizia“. Inoltre, avrebbe anche aggiunto un laconico: “Hanno infangato l’onore di Martina“.

L’ultimo passaggio potrebbe essere il ricorso alla Cassazione, nel tentativo della famiglia di ottenere nuovamente verità e giustizia per la morte della figlia.

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