elena aubry

L’uomo che aveva sottratto dal cimitero di Verano l’urna con le ceneri di Elena Aubry conservava, in casa, decine di foto di ragazze morte e di aspetto avvenente, con ogni probabilità rubate in vari cimiteri cittadini.

Ora, la Procura chiede che l’uomo sia sottoposto ad una perizia psichiatrica per capire se è affetto da una specifica patologia che lo porta ad agire in questo modo.

L’uomo ha dei precedenti

La scoperta della sparizione dell’urna di Elena Aubry era avvenuta il 5 maggio scorso, giorno dell’anniversario della morte della ragazza. Ciò aveva indotto a pensare, in un primo momento, all’eventualità di un gesto di ritorsione: le indagini si erano però subito dopo concentrate su questo 49enne romano che diversi anni fa era stato condannato a 8 mesi per la sottrazione di foto di giovani donne dal cimitero di Verano.

Una parete di foto di donne morte

L’uomo è stato seguito per diversi giorni, ed infine i militari della stazione di San Lorenzo lo hanno fermato per fargli delle domande: quando l’uomo non ha risposto si sono fatti aprire l’appartamento in cui vive.

Lì, hanno scoperto un’intera parete ricoperta di foto di giovani e bellissime ragazze, tutte morte, incollate l’una vicino all’altra.

Nell’appartamento c’era anche l’urna cineraria di Elena Aubry. L’uomo non ha fatto, pare, alcun tentativo di negare le sue responsabilità.

L’uomo: “Adoro ammirare i volti delle giovani donne morte”

Ora, si cercherà di capire cosa ci sia dietro la necessità di quest’uomo di collezionare foto di ragazze morte, andandole a rubare nei cimiteri. Quando fu processato fu lui stesso a dare una spiegazione alle sue azioni. Le sue parole sono riportare da Il Corriere: “Adoro ammirare i volti delle giovani donne morte.

Dopo un po’, però, mi stufo, butto via le foto e vado a cercarne altre. Anche in quell’occasione fu richiesta perizia psichiatrica -dal suo legale- ma la richiesta non fu accolta.

Questa volta potrebbe andare a processo per soppressione di cadavere, un’accusa più grave di quella per cui era stato condannato in precedenza.

Le ceneri torneranno a casa della madre

Le ceneri di Elena Aubry sono state ritrovate il 25 maggio scorso. Per la madre della ragazza, Graziella Viviano, è stato un sollievo sapere che non c’erano ritorsioni o ragioni di rancore o vendetta dietro alla sparizioni delle ceneri.

La donna aveva infatti spiegato a Il Corriere: Non potevo accettare che qualcuno le volesse male, non era comprensibile uno sfregio o una vendetta. Sapere che è stato il gesto di uno squilibrato, da questo punto di vista, mi rasserena”.

La donna aveva anche fatto sapere di non avere intenzione di riportare le ceneri al cimitero di Verano, bensì di volerle tenere in casa con sé, non appena le sarà possibile farlo.

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