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Dopo Bartolini, Tnt. È di nuovo un polo di logistica il contesto in cui è nato un focolaio di Covid-19 a Bologna.

Come nel caso dei contagi nel magazzino Bartolini, anche in questa occasione si è proceduto con tamponi a tappeti per tutti coloro che erano venuti a contatto con i positivi.

I sindacati chiedono di chiudere lo stabilimento

Per ora si parla di 18 dipendenti scoperti positivi (ora sarebbero saliti a 31): è seguito un tracciamento dei contatti delle persone diagnosticate e sembrerebbero ancora in corso i test sui dipendenti.

Per ora non si parla di casi gravi e nessuno sarebbe stato ricoverato, ma chiaramente sale la paura a Bologna, all’idea che possano crescere e svilupparsi focolai, soprattutto nei luoghi di lavoro.

L’azienda avrebbe fornito un comunicato ufficiale, riportato da Repubblica: “All’esito dei tamponi effettuati dall’Asl tra alcuni dei lavoratori  ci sono stati riferiti, al momento, 18 casi di positività al contagio, tutti riguardanti soggetti asintomatici. I test sugli altri lavoratori del sito sono ancora in corso. Il sindacato Si-Cobas ha chiesto la chiusura del magazzino.

Coronavirus, il bollettino

I numeri globali sul territorio italiano concedono pochi spazi d’ottimismo.

Ieri il bollettino giornaliero parlava di 229 nuovi casi -quindi sopra la media della settimana. Pare che la situazione si sia leggermente aggravata in Lombardia, dove i positivi in poche ore sono passati da 71 a 119. Si contano 12 morti in tutto il Paese, portando così il numero delle vittime da inizio epidemia a 34.926.

In tutto, sul territorio nazionale, si parla di 13.459 pazienti positivi al virus.

Perno: “Il virus non è diventato più buono”

Fanpage ha riportato le opinioni di Carlo Federico Perno, direttore di Medicina di Laboratorio all’Ospedale Niguarda di Milano, che dichiara che il virus “è sempre quello, non è diventato più buono”.

E continua:È il virus più infettivo che abbia mai visto e sembra fatto per restare, da un punto di vista biologico. Dati alla mano, la nostra ricerca mostra che la sua variabilità è scarsa. Quindi questo ci fa pensare che il virus abbia mantenuto la sua infettività e patogenicità e non è vero che ha perso potenza. Ha perso potenza la malattia, questo sì, ma non il virus”.

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