infermiere con mascherina e occhiali

L’emergenza coronavirus in Italia non è finita, come testimonia anche la scelta del governo di prorogare lo stato di emergenza. Il nostro Paese è uscito dalla fase più dura della pandemia con immensi sforzi e mesi di lockdown, che sono costati enormi sacrifici.

Un infermiere di Cremona ce lo ricorda con un post su Facebook, dove racconta quel periodo infernale, soprattutto per gli operatori sanitari. Luca Alini avverte che i contagi ci sono ancora e che non è certo il momento di abbassare la guardia.

L’ospedale di Cremona smentisce

Aggiornamento 16.40 – L‘Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Cremona con un post su Facebook ha smentito che ci siano ricoveri gravi di coronavirus.

Rosario Canino, direttore sanitario, ha risposto al post dell’infermiere Luca Alini: “Attualmente in ospedale abbiamo 10 pazienti ricoverati, 2 in pneumologia (uno in ventilazione non invasiva) e 8 alle malattie infettive. I ricoveri degli ultimi giorni, nella maggior parte dei casi, hanno una stretta correlazione con il focolaio di Viadana. Mentre la nostra Terapia Intensiva è Covid Free già da qualche settimana“.

Nel post della struttura ospedaliera si legge: “No ad allarmismi privi di fondamento.

Sì al senso di responsabilità e al rispetto delle norme di prevenzione (mascherina, lavaggio mani e distanziamento)“. Luca Alini ha poi cancellato il suo sfogo su Facebook.

Il post dell'ASST di Cremona
Il post dell’ASST di Cremona

Lo sfogo dell’infermiere sul coronavirus

Il lungo discorso Luca Alini l’ha pubblicato su Facebook, dove ha raccolto migliaia di commenti. “Ci risiamo. (…) In reparto abbiamo ricominciato a ricoverare pazienti COVID con gravi insufficienze respiratorie. Per ora la cosa è limitata, non come a febbraio o marzo o l’inizio di aprile, quando i COVID erano 30 su 30 in reparto più altrettanti ricoverati in altri reparti, quando su 30 pazienti 26 erano ventilati“, scrive l’infermiere, “Ma il Coronavirus non si è dimenticato di fare il suo lavoro, e da bravo virus fa quello che deve :infetta nuovi ospiti per sopravvivere“.

L’infermiere scrive che nonostante i vantaggi tecnologici e scientifici, noi umani “facciamo finta che non esista, qualcuno pensa non sia mai esistito, altri che sia un ‘invenzione delle case farmaceutiche o di qualche altra fantomatica lobby segreta. Niente di tutto ciò. Il virus esiste, non è magicamente sparito, e sta mietendo ancora vittime in altre parti del mondo“.

Il post di Luca Alini
Il post di Luca Alini

Il personale sanitario sfiancato da “3 mesi di paura”

L’infermiere, che lavora a Cremona, una delle zone più colpite, ricorda che nulla esclude che il coronavirus non possa tornare a colpire duramente. E che medici, infermieri e oss sono “distrutti da 3 mesi di lavoro intenso, fatto di paura, tensione, preoccupazioni, emozioni intense e continuo contatto con la morte. E non gliene frega un c***o, al Coronavirus, di tutto ciò. La maggior parte delle persone ormai pensa al mare, alla montagna, all’aperitivo con gli amici, alla gita del week end“.

Il conto delle vittime, ricorda Luca Alini, è stato altissimo e il virus ancora poco conosciuto. Inoltre lo stress per chi si è trovato in prima linea nel combattere la pandemia al picco è stato tanto e gli strascichi pesano tutt’ora.

Essere qui a scrivere questo pistolotto per me significa che sono riuscito a sopravvivere per raccontarlo, e per me è un fatto che a marzo non era scontato per niente“, conclude l’infermiere, rivelando di aver avuto lui stesso il coronavirus. “Ho gli anticorpi ma non ho mai avuto sintomi. Ma, a dirla tutta, non mi sento affatto tranquillo anche se gli esami dicono che in teoria sarei immune“, spiega, in un invito sottinteso a non sottovalutare mai il pericolo coronavirus.

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