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Sette mesi dopo i drammatici fatti accaduti in Corso Francia, è iniziato il processo a Pietro Genovese. Il giovane figlio del regista Paolo, quella sera investì e uccise due ragazze di 16 anni: Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli. Al centro dell’udienza ci sarà la maxi-perizia richiesta per far luce sulle dinamiche dell’incidente, ma non sarà invece sentito un testimone della difesa. Dopo la prima udienza, le madri delle giovani si sono dette deluse e infastidite.

Uccise in Corso Francia: inizia il processo

Ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato Pietro Genovese, che potrà così avere uno sconto di un terzo della pena che sarà decisa al termine della fase processuale.

La prossima udienza, riportano le fonti, è fissata per il 28 settembre: il 30 ottobre invece dovrebbe arrivare la sentenza per Pietro Genovese, accusato di omicidio stradale plurimo. La sera del 22 dicembre 2019, investì in Corso Francia le 16enni Gaia e Camilla.

A pesare sulle sorti di Genovese, è la maxi-perizia che ha accertato come fondamentale per l’incidente sia stato l’eccesso di velocità tenuto dal Suv di Genovese; il giovane, inoltre, è stato trovato con un tasso alcolemico superiore al consentito e, dalle analisi, era anche al cellulare.

Escluso il teste richiesto dalla difesa di Genovese

Come riportano numerose fonti, la prima udienza del rito abbreviato si è aperta con una prima esclusione eccellente. Il giudice, infatti, ha rigettato la richiesta di sentire un nuovo testimone della difesa, per procedere così al rito abbreviato diretto. Si tratterebbe di David Rubin Moshè, che a dicembre aveva dichiarato che le 2 giovani avrebbero attraversato lontano dalle strisce.

Un’ipotesi, questa, che avrebbe deposto a favore di Genovese e spostato il peso dell’accaduto da ambo le parti: non più omicidio stradale, quanto concorso di colpa.

Le fonti non riferiscono tuttavia i motivi dell’esclusione del teste.

La delusione delle madri di Gaia e Camilla

Alla prima udienza di oggi non era presente l’imputato Pietro Genovese, viene riferito. Un fatto, questo, che è stato commentato con amarezza dalle madre di Gaia e Camilla. Stando a quanto riporta Adnkronos, le 2 donne hanno detto: “Per noi è una sofferenza che si rinnova tutti i giorni.

Il fatto che Genovese non fosse in aula un po’ ci ha deluso e dato fastidio, speravamo di poterlo guardare negli occhi“.

Come ribadito anche dall’avvocato Giulia Bongiorno, l’obiettivo non è la vendetta ma la giustizia, cosa in cui credono ancora fermamente le 2 madri: “Siamo sereni e crediamo nella giustizia”.

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