Il conduttore Massimo Giletti in primo piano

Di oggi la notizia delle preoccupanti parole riferita da un boss mafioso sul conduttore Massimo Giletti. Le dichiarazioni sono emerse da un libro del vicedirettore di Espresso, Lirio Abbate, incentrato sul boss Matteo Messina Denaro. Rilanciate da Repubblica, le minacce a Massimo Giletti sono arrivate prima all’orecchio della stampa che a quello del conduttore, che ha amaramente commentato la notizia.

Massimo Giletti minacciato dal boss Graviano

Negli scorsi mesi Massimo Giletti, conduttore di Non è L’Arena, ha affrontato “a muso duro” la questione della scarcerazione di numerosi boss, provvedimenti dovuti all’emergenza Coronavirus che hanno tuttavia creato problemi e mozioni di sfiducia al Ministro della Giustizia Bonafede.

Pesantemente critico, Massimo Giletti ha preteso risposte sul perché a molti boss fosse permesso di uscire dal carcere, dando molto spazio anche alle parole del pm Di Matteo che, sostanzialmente, accusava Bonafede di aver ceduto a pressioni mafiose.

Questa attenzione di Giletti verso i boss mafiosi non sarebbe stata gradita proprio dai diretti interessati. Repubblica riporta che nel libro di Abbate, U Siccu, viene riferito di come l’11 maggio il boss Filippo Graviano abbia minacciato Massimo Giletti.

Il boss a Giletti: “Sta scassando la minch*a

La cornice sarebbe appunto Non è l’Arena e nello specifico la puntata dell’11 maggio, vista da Graviano dal carcere. Qui, il boss di Cosa Nostra condannato all’ergastolo avrebbe commentato così l’inchiesta di Giletti: “Quell’uomo… di Giletti e quel… di Di Matteo stanno scassando la minch*a. E ancora: “Il ministro fa il suo lavoro e quelli rompono i cogli*ni

Ad ascoltarlo, sarebbe stato Maurizio Barillari, affiliato alla ‘Ndrangheta, ma anche il reparto mobile della polizia penitenziaria, che ha poi stilato una relazione sulle parole.

Frasi uscite poi sul libro di Abbate, quindi su Repubblica: tutto senza che Giletti ne fosse a conoscenza.

Massimo Giletti ha scoperto tutto dai giornali

Una frase che può essere una cosiddetta boutade, ma se a pronunciarla è qualcuno condannato per le stragi degli anni ’90 e l’omicidio di don Pino Puglisi, la preoccupazione è evidente. Tuttavia Giletti, che già pochi mesi fa ha ricevuto minacce di morte, l’ha saputo a mezzo stampa: “Apprendere da un giornale una cosa di questo tipo, mi lascia molto preoccupato” ha riferito Giletti all’Adnkronos.

Poi ancora: “Mi preoccupa questo silenzio. Stiamo parlando di maggio. Siamo a luglio. Forse una telefonata me la sarei potuta aspettare da qualcuno. Perché nessuno mi ha avvisato? Perché chi è competente non mi ha avvisato?”.

Giletti ha parlato apertamente di Stato assente, per poi tirare in ballo Bonafede. Lo stesso, rivela Giletti, lo ha chiamato poco dopo: “Prendo atto che mi abbia chiamato poco fa il ministro della Giustizia Bonafede e sono contento che lo abbia fatto, ma ribadisco che forse avrei dovuto sapere prima delle minacce del boss Graviano nei miei confronti“.

La solidarietà a Massimo Giletti

Da più parti sono arrivate parole solidali e bipartisan per la situazione di Massimo Giletti, minacciato da un boss al 41bis.

Dal segretario del PD Nicola Zingaretti – “Tutti uniti contro la mafia. Un abbraccio a Massimo Giletti” – a Giorgia Meloni, che si dice “sicura che non si lascerà intimidire e continuerà il suo prezioso lavoro“. Forza Italia invece, tramite Antonio Tajani, sottolinea che “La libertà di stampa è una pietra angolare della democrazia” e così Matteo Renzi: “quando si arriva alle minacce mafiose nessuno può far finta di nulla“.

Tweet di solidarietà a Massimo Giletti

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