Cronaca

Alex Zanardi, il figlio Niccolò: “Gli parliamo, diamo stimoli affettivi”

Niccolò Zanardi ha parlato della lenta riabilitazione del padre, dopo il drammatico incidente avvenuto sull'handbike il 19 giugno scorso
Alex Zanardi in primo piano

Quando Alex Zanardi, alla guida della sua handbike, si è scontrato frontalmente contro un camion uscendone in condizioni disperate, moltissimi hanno pensato che il destino fosse arrivato per saldare i conti con il campione immortale di Castel Maggiore.

Oggi, a poco più di un mese di distanza, il figlio Niccolò parla delle condizioni del padre, e di un recupero lento ma che fa sperare che anche questa volta il pilota possa uscire dall’incubo.

La riabilitazione di Alex Zanardi: lenta ma positiva

Al momento Alex Zanardi è stato trasferito a Villa Beretta, centro di riabilitazione che si sta occupando del suo lento ingresso in una fase di coscienza.

Al suo fianco, tutti i giorni, ci sono il figlio Niccolò e la moglie Daniela. Niccolò, 20 anni, ha spiegato a Il Corriere della Sera che ha grande fiducia nelle capacità di recupero del padre, che già una volta, nel 2001, ha dimostrato: “Non è più in pericolo di vita, ed è già molto, ma ha davanti a sé un percorso ancora lunghissimo, e lo sappiamo, siamo preparati. Siamo anche contenti perché il suo recupero è stato molto più veloce di quanto ci aspettassimo.

Ma non bisognerebbe sorprendersi: questo è papà. È incredibile l’energia di quell’uomo, ha una forza straordinaria”.

Moglie e figlio gli parlano

Per ora, moglie e figlio interagiscono con lui cercando di dare stimoli affettivi all’atleta: “Gli parliamo, certo. Ora che non è più sedato si può. Prima era proprio controindicato. I medici ci spiegavano che stimoli esterni avrebbero interferito con la sedazione. Adesso invece ci dividiamo i compiti: noi diamo gli stimoli affettivi, i medici quelli neurologici”.

Il giovane ha spiegato di essersi trovato di fronte alla necessità di diventare adulto in poco tempo (“questa volta tocca a me essere l’adulto di casa”) e di dover essere un sostegno per la madre Daniela, che sta vivendo un incubo per la seconda volta: È molto stanca, provata.

Però è un po’ più tranquilla. Eppoi ci sono io con lei. Ho 21 anni. Quando accadde il primo incidente, a Berlino, non potevo fare nulla per aiutarla, ero molto piccolo”.

L’Italia al fianco di Alex Zanardi

La famiglia Zanardi, oltretutto, sa che c’è un intero Paese a fare il tifo per loro: C’è tantissimo affetto attorno a noi e attorno a lui. In questo periodo mi è capitato di riflettere su quanto siamo fortunati per questo.

Ma non oso pensare a chi si trova magari in una situazione altrettanto dura e difficile, ma deve affrontarla da solo”.

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