volante dei carabinieri

Un diverbio fuori da un locale notturno a Novara, due giovani 20enni e migliori amici si affrontano intorno alle 2 di notte: Alberto Pastore da un lato, Yoan Leonardi dall’altro. Un diverbio scatenato dalla gelosia di Pastore nei confronti dell’amico, accusato di essersi intromesso nella relazione tra lui e la sua ragazza. Volano parole grosse e poi l’accoltellamento a morte di Yoan Leonardi, deceduto nel piazzale poco dopo l’arrivo dei soccorsi.

Una vicenda drammatica cui seguì la confessione di Alberto Pastore pervenuta pubblicamente sui social. Oggi la sentenza di condanna con rito abbreviato emessa nei confronti di Alberto Pastore.

Omicidio Yoan Leonardi: la confessione social dell’amico

Un litigio, poi il diverbio frontale nel parcheggio e infine l’ira cieca di Pastore e l’omicidio del suo migliore amico, il 23enne Yoan Leonardi. Un caso di cronaca terribile che si fatica a dimenticare per il risvolto “social” che ebbe la vicenda. Alberto Pastore, a distanza di ore dall’accoltellamento e dalla morte dell’amico Yoan, pubblicò su Facebook la propria confessione dell’omicidio: “Voglio scusarmi con tutti, ho fatto una cazzata per amore, ho scoperto troppe cose dal mio migliore amico, non potevo continuare in questo modo, sono stato preso in giro“, scriveva Pastore sui social spiegando quelle che vennero poi prese in esame come motivazioni dell’omicidio.

La sentenza del gup di Novara

Un lungo post in cui Pastore si assumeva la responsabilità dell’omicidio del migliore amico e in cui salutava e ringraziava amici e parenti che gli erano stati sempre vicino e che in quel momento veniva alla scoperta dell’orribile verità. “Sicuramente molti non mi riconosceranno più come prima… – scriveva su Facebook sempre Pastore – É stata colpa di Yoan Leonardi… Mi dispiace a tutti“.

Di oggi la decisione del gup di Novara, giunta a seguito di un processo con rito abbreviato nei confronti di Alberto Pastore e condannato a 14 anni e mezzo di carcere per l’omicidio del migliore amico.