Andrea Bocelli al Senato

Stanno facendo enorme clamore le parole pronunciate da Andrea Bocelli sul Coronavirus. Le ha dette quest’oggi, intervenendo al convegno in Senato organizzato tra gli altri da Vittorio Sgarbi, dal titolo “Covid-19 in Italia: tra informazione, scienza e diritti“. Un evento tacciato di essere negazionista della situazione d’emergenza che l’Italia affronta e sta affrontando: etichetta che ben si presta a quanto detto dal celebre cantante.

Polemica sul Coronavirus in Italia

I numeri dei contagi in Italia calano: oggi è il quarto giorno consecutivo senza morti in Lombardia, ma l’allarme resta alto a causa di numerosi focolai individuati in giro per l’Italia.

Nella polemica tra emergenza o no, si innesta anche Matteo Salvini, che oggi in Senato ha rifiutato di mettersi la mascherina. Un clima, questo, che preoccupa e divide l’opinione pubblica e sembra dare corpo ad un ala “negazionista” del virus in Italia.

In questo ambito si inserisce il convegno di ogni, cui ha presieduto anche il Leader della Lega. Qui è intervenuto anche il contestato virologo Zangrillo, che stando alle fonti avrebbe ribadito che “dal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente“. Tra medici e politici, è intervenuto anche Andrea Bocelli, con un discorso che sta facendo molto, molto discutere.

Andrea Bocelli “negazionista” sul Coronavirus

Ho cercato di immedesimarmi in chi doveva prendere decisioni in un momento così delicato – ha esordito Bocelli intervenendo al convegno – Poi ho cercato di analizzare la realtà“. Una realtà che, per Bocelli, non sarebbe quella raccontata. Questo, ha aggiunto, lo ha portato anche a scontri in casa: “In casa sono stato fustigato, quando ho cominciato ad esprimere qualche dubbio sulla gravità di questa cosiddetta pandemia“.

Poi ha continuato: “I primi ad attaccarmi sono stati i figli: ‘Babbo, te pensa alla Tosca e lascia stare i virus, non sai cosa sono‘.

Però man mano che passava il tempo, conosco un sacco di gente e grazie a Dio nessuno che fosse finito in terapia intensiva. Allora, tutta questa gravità…”. Frasi che si prestano a pesanti critiche: Bocelli era stato lodato per aver cantato nel Duomo di Milano, poche settimane dopo le foto dei camion dei morti che lasciavano Bergamo.

Andrea Bocelli umiliato e offeso dalla quarantena

E sì che Bocelli è stato toccato personalmente dal Covid-19: positivo al virus insieme a moglie e figli, non lo aveva dichiarato “per rispetto verso coloro che hanno contratto il virus con ben altre conseguenze“.

Ora, invece, di quel rispetto sembra esserci meno traccia, quando Bocelli dichiara che “c’è stato un momento in cui mi sono sentito umiliato e offeso, nel momento in cui ho sentito privare della libertà di uscire di casa, senza aver commesso un crimine“.

Si riferisce ovviamente alle misure che hanno imposto agli italiani di limitare i movimenti, le stesse che hanno però portato ad una possibile riapertura e non ad un impennata ulteriore di contagi e morti.

Di quel periodo, Bocelli ha detto: “Devo confessare di aver disubbidito volontariamente a queste richieste, non mi sembrava giusto ne salutare rimanere in casa a una certa età, ho bisogno di sole“.

Insulti social a Bocelli

Parole shock, quelle del cantante, che stanno sollevando un pesante polverone contro le sue tesi negazioniste di una situazione d’emergenza: “quando ha cantato nel Duomo di Milano deserto, il giorno di Pasqua, diceva ben altre cose sull’emergenza COVID19, e ci teneva – eccome – a fare il testimonial della speranza, ‘Music for hope’. Che ipocrita” dice un utente su Twitter.

Molto probabilmente non ha visto queste immagini” dice un altro, postando proprio la foto dei camion pieni di bare.

Tante le persone, anche fan, deluse dal cantante: “Terribile sentir ignorare 35.000 morti” è un altro dei commenti dedicati a Bocelli su Twitter.

Guarda il video (minuto 3.11.00)

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