vaccino siringa dose

70 anni fa era la corsa allo spazio, adesso è la corsa al vaccino anti-Covid: la Russia, ora come allora, è convinta che arriverà al vaccino prima degli americani.

Lo rende noto il capo del fondo russo che, in questo momento, sta lavorando ad un prodotto che potrebbe addirittura essere approvato al 10 di agosto.

Per Mosca si parla di “momento Sputnik”

Kirill Dmitriev, il capo del fondorusso, lo definisce “Momento Sputnik”: “Gli americani rimasero sorpresi quando sentirono i bip dello Sputnik. È lo stesso col vaccino. La Russia ci arriverà per prima”.

Il vaccino a cui si sta lavorando al momento è sviluppato dall’istituto Gamaleya di Mosca.

Non ancora diffusi dati scientifici

Dal canto suo, fa presente Adnkronos, gli Stati Uniti rispondono che la Russia non ha diffuso nessun dato scientifico, e che non c’è modo di ipotizzare che il farmaco sia sicuro ed efficace.

Ricercatrice italiana si offre volontaria per i test

Se America e Russia sembrano sull’orlo della corsa al vaccino, in Italia si muovono i primi passi verso la sperimentazione. Di ieri è la notizia che Agnese Lanzetti, ricercatrice nel settore della biologia dell’evoluzione, si è proposta come volontaria per testare il vaccino anti Covid-19.

A Il Corriere della Sera, Lanzetti ha spiegato: “Il virus è diffuso in tutto il mondo, tutti ne siamo potenzialmente esposti. In una sperimentazione del genere si è controllati 24 ore su 24 da esperti e medici. (…) . Spero che questa mia scelta possa avvicinare la popolazione al metodo scientifico. Ragionare con la propria testa ma con spirito critico”.

Sul vaccino: “Alcuni lo vedono come un rischio”

Sull’efficacia del vaccino come metodo di prevenzione in sé, ha invece detto: “Bisogna avere un modo più razionale di approcciarsi ai rischi.

Anche guidare l’auto ci espone a numerosi rischi e pericoli, ma continuiamo ovviamente a usare l’automobile con consapevolezza. Per questo poi alcuni vedono i vaccini come un rischio quando invece le evidenze scientifiche dicono tutto l’opposto”.