mano di un anziano con un medico per coronavirus

Maria Greco, 91 anni, è morta tra venerdì 24 e sabato 25 luglio nell’ospedale di Venaria.

La sua famiglia, però, l’ha scoperto solo 3 giorni dopo, cadendo nello sconforto e senza comprendere come mai non erano stati avvisati del decesso della donna.

A denunciare la situazione sono state Rosaria e Daniela Panebianco, le due figlie di Maria. La donna era stata ricoverata a Rivoli, nell’ospedale cittadino per polmonite ed insufficienza respiratoria, il 2 luglio scorso. Il 4 luglio invece era stata trasferita a Venaria dove le figlie, a causa delle norme anti-Covid, si erano dovute accontentare di pochi incontri e delle telefonate quotidiane alla struttura.

l’ultima chiamata dell’ospedale

Il venerdì, presumibilmente a poche ore dal decesso, una dottoressa aveva parlato con la famiglia per l’ultima volta, come riporta Repubblica: “C’era un dottoressa che ogni mattina ci telefonava per informarci sulle condizioni di mamma. Ha chiamato anche quel venerdì, diceva che mamma dormiva ma era tranquilla, non sembrava essersi aggravata”.

Il dolore della famiglia

Poi, un weekend di silenzio. Il lunedì, una delle figlie si è recata in ospedale, dove ha scoperto che la donna era morta da giorni.

Dx qui l’indignazione della famiglia: “Il 4 luglio è stata trasferita a Venaria e da allora siamo riuscite a vederla solo due volte –  dicono le figlie – Non mettiamo in discussione le norme anti-contagio anche se avremmo voluto starle accanto, ma quello che è successo è gravissimo. Avevamo chiesto quanto le restasse ma i medici ci avevano risposto che era impossible dirlo”.

Come sia morta Maria Greco ora è difficile capirlo ed è anche il dubbio che tormenta le sue figlie, come scrive Rosaria in una lettera indirizzata all’Asl:“Mi sarebbe di conforto sapere se la mamma ha sofferto o se è mancata nel sonno.

Ma forse chiedo troppo, forse si sono accorti alle 22 della sua morte, ma chissà quando è successo”.

La risposta dell’Asl

L’Asl, dal canto suo, ha replicato: “Il decesso è avvenuto fra venerdi e sabato  Il giorno seguente, il personale che ha preso servizio era erroneamente convinto che la famiglia fosse stata già avvisata. La struttura ha subito  provveduto a mettersi in contatto con la famiglia, porgendo le più sentite scuse, che ora rinnoviamo come Asl To3″.

Nonostante le scuse, l’Asl ha comunque aperto un’indagine, per andare in fondo alla vicenda.