volante dei carabinieri di sera

Si fa via via tristemente più chiaro il quadro attorno alla morte del piccolo Evan, il bimbo di poco più di un anno e mezzo morto nell’ospedale di Modica dove era stato portato dalla madre 23enne. Dopo aver rintracciato sul corpo del piccolo evidenti lividi, è stata disposta l’autopsia sul suo corpo e avviate le indagini che hanno portato al fermo dapprima del convivente della madre e oggi della madre stessa.

Nuovi elementi in mano agli inquirenti lasciano presumere un passato di maltrattamenti che il padre biologico del piccolo aveva già fatto presente alle autorità nel mese di luglio presentando un esposto.

Le violenze e le bugie: fermati madre e convivente

La pista vagliata dagli inquirenti sembra puntare il dito contro il 32enne convivente della madre del piccolo Evan, il bimbo giunto ieri in condizioni disperate nell’ospedale di Modica dove i medici hanno riscontrato sul suo corpo “lividi evidenti“. Segni sospetti sul corpo del piccolo di 21 mesi che hanno immediatamente insospettito i dottori che hanno disposto nel breve tempo l’autopsia sul cadavere. A distanza di ore dall’inizio delle indagini due sono stati i fermi per la morte del piccolo e più chiaro il drammatico contesto in cui il piccolo avrebbe vissuto.

Le bugie della madre 23enne per “coprire” il convivente

Interpellata in un primo momento, la madre avrebbe giustificato i segni sul corpo del figlio dietro a quella che sembra essere la scusa dall’incidente domestico, una porta sbattuta contro al piccolo per colpa del vento. Un racconto però che non sembra reggere alla luce degli elementi in mano agli investigatori. Secondo quanto emerso da un primo interrogatorio alla madre, riporta Ansa, la donna avrebbe cercato di coprire il convivente – avvalendosi di diverse bugie – per poi cedere e confessare le violenze e vessazioni subite da lei e dal figlio, inflitte loro dal 32enne.

L’esposto per maltrattamenti del padre biologico

Numerose violenze, percosse, aggressioni improvvise che la donna non avrebbe però mai denunciato. Botte che la donna avrebbe tenuto nascosto negando anche l’evidenza di fronte ai segni sul corpo del piccolo che avevano in passato già insospettito la nonna paterna di Evan, la madre del padre biologico. Padre che aveva interrotto la relazione con la 23enne un anno fa trasferendosi poi in Liguria per lavoro, regione dove non più di qualche settimana fa aveva presentato un esposto contro ignoti impugnando le fotografe del piccolo Evan, scattate dalla nonna.

Foto in cui sul corpo del piccolo potevano già notarsi segni di violenza che la mamma 23enne avrebbe però sempre giustificato.

Fermata la madre e il suo convivente, continuano ora le indagini nei loro confronti: le accuse sono quelle di omicidio volontario e maltrattamenti in famiglia.