coronavirus dottori

La situazione dell’emergenza Coronavirus in Italia, almeno per oggi, non sembra peggiorare: restano molto alti i nuovi casi registrati, ben oltre i livelli di un mese fa. Crescono però i ricoveri e l’attenzione per il carico sugli ospedali resta massima. Il premier Conte ha parlato della possibilità di un nuovo lockdown in Italia.

Coronavirus, 1.365 nuovi casi in 24h

Poco più di un mese l’Italia si domanda quando si sarebbe finalmente arrivati alla fatidica quota zero di contagi e morti da Covid-19. Un traguardo ancora molto lontano, non solo per noi ma per molti paesi europei, tornati a temere nuove severe misure.

Il bollettino del Ministero della Salute del 30 agosto 2020 sembra scongiurare questa ipotesi, almeno per il momento.

Sono 1.365 i nuovi casi registrati in Italia nelle ultime 24h, numeri in decrescita per il secondo giorno consecutivo (ieri erano oltre 1.400). Attualmente, quindi, restano positive 24.505 persone, mentre 312 sono quelle guarite.

Morti e ricoverati del 30 agosto 2020

Cresce leggermente il numero dei morti, che in 24h passa da 1 a 4. Il dato più preoccupante è quello riferito ai nuovi ricoveri: +83 persone ricoverate con sintomi, +7 quelle in terapia intensiva che arriva a contare ora 86 persone.

Questi dati, sono stati ricavati su un numero molto inferiore di tamponi rispetto a ieri: ben 20.000 in meno, per un totale odierno di 81.723 tamponi effettuati.

Conte esclude un nuovo lockdown

C’è massima allerta per le situazioni attive in Italia: ieri è stata istituita una zona rossa a Messignadi, frazione di Oppido Mamertina (Reggio Calabria), dopo che sono state trovate positive 13 persone. Nonostante questo, per il Premier Conte non c’è possibilità di un nuovo lockdown.

Lo aveva già dichiarato nei giorni scorsi Roberto Speranza, ora anche Conte garantisce, in un’intervista al Corriere, che scuole e attività produttive non chiuderanno.

Conte, inoltre, ha affermato che “Siamo fiduciosi di poter affrontare l’autunno con prudenza ma senza limitare le attività economiche. Dobbiamo rispettare le minime regole precauzionali vigenti“. 

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