marina di massa sorelle morte

Non sono stati il vento né la pioggia, forse, ad uccidere Malak e Jannat, le due sorelline morte per l’albero caduto in campeggio a Marina di Massa.

Alcuni esperti ritengono infatti che l’albero fosse malato e non curato in maniera appropriata e che per questo rappresentasse un rischio per chiunque fosse sotto di lui.

A parlare è Pierfrancesco Malandrino, dottore forestale e arboricoltore, che all’Agi racconta quanto i sintomi di una malattia e di uno stato di fragilità palese. Alla base ci sono spesso radici marce e danneggiate -spiega l’arboricoltore- A dare le risposte definitive sarà la magistratura dopo che avrà chiesto al gestore del campeggio se qualche tecnico avesse esaminato gli alberi nel corso degli anni”.

La pratica della capitozzatura

L’albero, a quanto pare, era malato ed era stata effettuata una capitozzata, ovvero la potatura di grandissima parte della sua chioma. È stato però dimostrato, come riportato anche dalla SIA (Società Italiana di Arboricoltura), che questa pratica rende l’albero più fragile, in quanto è dalle foglie che prende gran parte del suo nutrimento. La pratica inoltre crea la nascita di rami secondari più deboli e che quindi, in caso d’intemperie, possono staccarsi e cadere.

Le parole del padre: “Doveva essere tagliato prima”

Sul pessimo stato di salute dell’albero è d’accordo anche Hicham Lassiri, padre delle due bambine: “Spero che qui sulla terra sia fatta giustizia, perché quell’albero non doveva cadere addosso a loro” dice l’uomo, come riportato da Il Mattino: Era tutto marcio e doveva essere tagliato prima. Io non voglio accusare nessuno, ci sono le indagini per questo. Chiedo solo giustizia e verità”.

“Sembravano due angeli addormentati”

Ora i genitori sono devastati dalla perdita, come racconta l’uomo: “Ho visto le mie due figlie sdraiate sul lettino dell’obitorio una accanto all’altra: sembravano due angeli addormentati.

Io lo so, andranno sicuramente in paradiso”. Hicham Massari è riuscito a sentire solo poche, ultime parole da parte di Malak, inesorabilmente ferita dall’incidente: “Non respiro, ti voglio bene”.

Le ultime parole di Malak: “Vi voglio bene”

Quando l’albero è caduto, Malak è rimasta cosciente per pochissimo, e si è resa conto di cosa stava succedendo: “Mi sono avvicinato a Malak che aveva un taglio sulla fronte e mi diceva ‘Papà non riesco a respirare, non ce la faccio’.

Io le ho risposto: Non mi lasciare, ti prego non mi lasciare ma lei mi ha guardato e ha detto ‘Non posso. Vi voglio bene’ “.

Alberi tagliati dopo la morte delle bambine

A quanto pare, in seguito all’incidente, sono stati tagliati alcuni alberi nel campeggio: “Siamo arrivati alle 4 e ho visto che stavano tagliando alcuni alberi. Allora mi chiedo: forse quegli alberi andavano tagliati prima? Forse anche l’albero che è caduto addosso alle mie figlie andava tagliato prima? Non c’è stata una tromba d’aria, solo un vento forte.

Spero che si scopra la verità”.

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