Vittorio Sgarbi fa marcia indietro sul coronavirus: “Se le condizioni di Berlusconi peggiorassero, allora avrei sottovalutato la cosa”

Incredibile dietrofront di Vittorio Sgarbi sul coronavirus. Lo storico dell’arte e parlamentare non ha mai nascosto i suoi dubbi sulla pandemia Covid-19 che ha sconvolto il mondo nel corso del 2020, spesso scatenando anche accese polemiche. Ma con la notizia del ricovero del suo amico Silvio Berlusconi, Sgarbi accenna ad una rivalutazione della sua posizione: “Se Silvio dovesse peggiorare, allora vorrà dire che ho sottovalutato la cosa. Mi auguro vivamente di no”, ha dichiarato a Repubblica. E sul dottor Zangrillo, che negli scorsi giorni ha ammesso di aver usato un’espressione infelice quando ha detto che il virus era clinicamente morto, Sgarbi si accoda: “Se cambia idea, la cambio anch’io”.

Intanto, il numero dei contagiati in Italia lascia poco spazio ai dubbi: 276mila unità; i morti sono 35.534.

Sgarbi fiducioso sulla ripresa di Berlusconi

Berlusconi vive male il ricovero. Aveva fatto di tutto per evitare il contagio. Poi lotterà, come sempre. Siccome sa benissimo di avere molti nemici non vuole dar loro la soddisfazione di andarsene”, annuncia Vittorio Sgarbi intervistato da Repubblica. Si legge fra le righe ottimismo e speranza per la guarigione del leader di Forza Italia.

Poi torna sul coronavirus e sottolinea di non aver mai avuto sue teorie, ma di essersi sempre affidato ai pareri di esperti. Di chi? “Dei professori Zangrillo, Clementi, Gismondi, Rigoli, che affermano che la letalità è ormai quasi azzerata. E Briatore, Zingaretti, Ascani e tantissimi altri ci dicono che dal Covid si guarisce. Mi chiedo allora perché bisogna annunciare a tutti che si è malati? Se uno contrae l’epatite C lo rivela al mondo?”, aggiunge provocatoriamente.

La lunga amicizia fra Silvio e Vittorio

Nel corso dell’intervista, c’è spazio anche per il ricordo della lunga amicizia con Silvio Berlusconi, con il quale si conosce “dal 1989.

Mi fece fare ‘Sgarbi quotidiani’. Sono un precursore di Berlusconi, che mi ha seguito nelle battaglie culturali. Io all’epoca ero già in Parlamento, dove attaccavo Di Pietro e difendevo Craxi, lui Di Pietro invece lo voleva ministro dell’Interno. Poi ha capito”. E infine delle parole d’elogio per il Cavaliere: “Siamo diventati amici perché amiamo entrambi la vita. Una volta lo invitai a tenere la prolusione alla mostra “Con gli occhi di Caravaggio” al Museo diocesano a Milano.

Arrivò all’ultimo, impreparato. Gli dissi 2 cose e fece un discorso meglio di uno storico dell’arte. Poi mi chiese di presentargli la bionda seduta in prima fila. Era Vittoria Risi, la pornostar”.

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