Silvio Berlusconi in primo piano

Imprenditore, Cavaliere del Lavoro, politico: Silvio Berlusconi, negli ultimi 50 anni, ha vissuto moltissime vite diverse, lasciando il segno (in un modo o nell’altro) in tutti i settori in cui ha operato.

Oggi Berlusconi, a più di 80 anni, rimane un politico ed un personaggio enormemente influente.

La famiglia e i primi anni

Silvio Berlusconi nasce nel 1936 dall’impiegato di banca Luigi e dalla casalinga Rosa. Ottimo studente di giurisprudenza, passa la sua giovinezza a barcamenarsi tra lavoretti ed esperienze di vita (nota è la sua passione per la musica, che lo porta ad essere un cantante sulle navi da crociera).

Berlusconi imprenditore: l’attività edilizia

Il futuro Cavaliere del Lavoro trova però ben presto la sua strada: negli anni ’60 fonda la Edilnord Sas e diventa un imprenditore edile di successo. Berlusconi non ha però intenzione di costruire semplicemente delle case, ma delle città: negli anni, dopo Edilnord, nasce Edilnord “2”, la seconda impresa, e con essa l’ambizioso progetto di Milano 2: una città poco lontana dalla città, commercializzata e venduta come l’oasi di pace in cui rifugiarsi e salvarsi dal caos della città.

Le sue attività si espandono con Italcantieri e, nel 1977, per il suo impegno nel ramo edile, Silvio Berlusconi viene nominato Cavaliere del Lavoro.

Fininvest e la televisione

Silvio Berlusconi decide presto che l’edilizia non sarà il suo solo campo d’azione imprenditoriale: il Cavaliere ha progetti ambiziosi che riguardano un mercato appena nato, ovvero quello delle reti televisive private. Nasce l’opportunità di dare un’alternativa alla Rai, e infatti Berlusconi acquista Telemilano (che diventa Canale 5) e fonda Fininvest, finalizzata a controllare gli investimenti televisivi. A Canale 5 seguono Italia 1 e Rete 4.

Da subito l’intenzione è quella di espandersi su territorio nazionale, ma la legge al tempo non lo avrebbe permesso ad un soggetto privato e tantomeno ad un gruppo di più reti. In quel momento nasce l’idea rivoluzionaria berlusconiana: l’utilizzo di videocassette in cui venivano registrati i programmi e portati su tutto il territorio nazionale, e che permetteva la diffusione ad ampio raggio.

Ovviamente, la situazione di stallo in cui i programmi Fininvest venivano visti in tutta Italia non poteva durare a lungo senza tensioni ed un giorno i pretori di Torino, Roma e Pescara oscurarono le reti nei loro territori.

Fu l’amicizia a doppio filo che legava Berlusconi a Bettino Craxi a permettere l’approvazione di leggi.

Nel 1984 fu proprio Craxi che intervenne nel merito della vicenda dell’oscuramento delle reti da parte dei pretori, varando un decreto legge che di fatto permetteva alle imprese di Silvio Berlusconi di agire direttamente.

Nel 1990 è stata promulgata la legge Mammì, che ha permesso il pluralismo degli operatori, siano essi pubblici o privati, e permise la diffusione a livello nazionale di programmi radiotelevisivi privati.

Berlusconi e l’editoria

Dopo aver conquistato edilizia e tv, fu la volta dell’editoria.

Negli anni ’90, prima di entrare in politica, Silvio Berlusconi ha acquisito Mondadori editore e diversi piccoli (ma fondamentali) gruppi e case editrici. In realtà Il Giornale vide l’entrata in gioco a livello azionario (fino ad avere il controllo sul 37% circa della società) già alla fine degli anni ’70.

L’ingresso in politica dopo Tangentopoli

La fionda che permise l’entrata in gioco di Berlusconi in ambito politico fu Tangentopoli. In un momento complesso a livello imprenditoriale, Silvio Berlusconi si infilò nelle piaghe di una classe politica ridotta in ginocchio e nella quale il popolo italiano riponeva ormai scarsa fiducia.

E nel 1993 comunicò la sua discesa in campo. Con un discorso che cominciava con le parole “L’Italia è il Paese che amo”, Silvio Berlusconi diventò per molti italiani l’immagine del rinnovamento e tale effetto ebbe una conseguenza unica nelle cabine elettorali, garantendo a Forza Italia la vittoria.

Fu un successo breve: Lega Nord, che era arrivata alle elezioni a braccetto di Forza Italia, tolse la fiducia al Cavaliere con il cosiddetto “ribaltone” e garantì così il fallimento del primo governo Berlusconi, a cui seguì il governo di Lamberto Dini. Silvio Berlusconi, ben lungi dall’idea di andarsene dalla politica, si ritrovò all’opposizione.

Nel 2001 nacque la Casa della Libertà (che vide Forza Italia e Lega Nord di nuovo alleati) e fu il momento di una nuova vittoria. Il potere della coalizione e di Berlusconi premier di destra finisce nel 2005, con la crisi di governo, e Berlusconi dovrà aspettare il 2008 per vincere ed essere di nuovo Presidente del Consiglio, con il Popolo della Libertà. Fu il 2011 l’anno della debàcle: il Paese cadde in una recessione economica disastrosa ed il governo perse la maggioranza in camera dei deputati. I due fatti portarono alle dimissioni di Berlusconi da Presidente del Consiglio ed alla nascita del governo Monti: si trattava di un governo tecnico che propose un piano di austerity molto duro, che sollevò diverse polemiche ma fu abbastanza efficace da risanare l’economia.

La comunicazione politica di Berlusconi

Ciò che Silvio Berlusconi ha portato in politica è stata una nuova immagine di “uomo politico”: vicino alla famiglia, divertente, alla mano, un uomo come tanti: la dialettica berlusconiana è semplice, scevra di vocaboli di natura giuridica e complessa, mirata a piacere al pubblico conquistato con l’intrattenimento attraverso i media. È stato anche il primo politico ad avere un inno, Meno male che Silvio c’è, subito considerato come strumento aggregativo dei suoi sostenitori.

Silvio Berlusconi ha basato la sua comunicazione politica essenzialmente sulla volontà di creare una connessione con i cittadini: a questo scopo nel 2001, ad esempio, in tutte le case italiane arrivò Una Storia Italiana, un volume di circa 30 pagine con foto di famiglia e racconti di vita, mirato a raccontare il Berlusconi “autentico”, il padre di famiglia e figlio amato.

Sulla stessa linea fece scalpore il Contratto con gli Italiani, documento firmato durante una puntata di Porta a Porta nel quale Berlusconi prometteva ai cittadini che, se non avesse realizzato almeno 4 dei 5 punti che aveva in programma, non si sarebbe ricandidato.

Caduta e nuova vittoria

La (temporanea) uscita dal mondo politico di Berlusconi avviene nel 2013: la condanna per frode fiscale porta alla sua decadenza dal ruolo di senatore ed all’interdizione dai pubblici uffici per due anni.

Uscito dal cancello, Berlusconi rientra dalla porta di servizio: nel 2018 l’ormai ex Cavaliere (nel frattempo ha rinunciato alla carica) non si candida ma è formalmente il capo di Forza Italia e, di fatto, unico uomo politico di comando del partito.

L’ufficiale ritorno diretto alla politica avviene nel 2019 con l’elezione a europarlamentare (ed ottiene anche il ricordo di persona più anziana con questa carica).

Silvio Berlusconi: controversie e processi

Da imprenditore, Silvio Berlusconi ha accumulato un enorme potere nel campo dei media e della comunicazione di massa ed ha avuto il controllo, totale di un vastissimo universo imprenditoriale. Quando Berlusconi è diventato un politico questo fatto è ovviamente stato il primo cruccio da risolvere: come poteva un uomo con un tale predominio e controllo economico e comunicativo avere anche un controllo a livello governativo?

L’entrata in politica fu dunque successiva alla cessione del suo ruolo di controllo in tutte le sue aziende ed imprese: al timone, da Fininvest alle imprese edili fino all’editoria, andarono i flgli di Berlusconi e le persone a lui più fidate.

Ciò non risolse chiaramente il problema: nacque il problema del conflitto d’interessi e quello ad esso legato a doppio filo delle leggi ad personam. Negli anni di governo vennero infatti varate numerosissime leggi che, secondo l’opposizione e parte dei media, avevano il mero scopo di favoreggiare persone vicine a Berlusconi o Berlusconi stesso, in quanto comunque legato ad imprese ed interessi economici di diversi settori.

I processi

Questo non fu l’unico lato oscuro degli anni del potere di Silvio Berlusconi: il Cavaliere è stato coinvolto ed accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per via dei suoi rapporti con Marcello Dell’Utri e, soprattutto, Vittorio Mangano, il cosiddetto “stalliere di Arcore”, che visse nella residenza berlusconiana per anni. Dell’Utri è stato rinviato a giudizio e condannato: Silvio Berlusconi non andò a processo, e le accuse nei suoi confronti furono archiviate.

In tempi più recenti Silvio Berlusconi è stato ed è uno degli accusati all’interno del processo per la trattativa Stato-Mafia, ma non è tra i condannati fino ad oggi.

Silvio Berlusconi: mogli e figli

Nella vita di Silvio Berlusconi grandi gioie e dolori sono state la conseguenza di una delle sue più importanti passioni: le donne.

Silvio Berlusconi si è sposato due volte: la prima con Carla Elvira Lucia Dall’Oglio, madre dei figli Marina e Piersilvio, e Veronica Lario, da cui ha avuto Barbara, Veronica e Luigi.

La relazione di Veronica Lario nacque durante il matrimonio con la Dall’Oglio: per anni Lario fu la relazione extra coniugale del Cavaliere, per poi diventare ufficialmente la sua compagna nel 1985 (poi sposata nel 1990).

Veronica Lario è stata la sua compagna fino al 2009, quando un terzo incomodo si intromise nella relazione tra i due coniugi.

Si trattava in realtà di uno scandalo che portò un vero terremoto nella vita di Berlusconi: cominciavano a venire riportate dai media presunte relazioni di Berlusconi con giovani donne minorenni e ciò non solo si ripercosse sul suo matrimonio ma anche nella sua vita, fino a che, con una lettera ad Ansa, la moglie Veronica prese le distanze dal marito, ufficializzando l’autenticità delle voci di relazioni con minorenni.

Lo scandalo Ruby

Nel 2010 lo scandalo Ruby ha fatto crollare in maniera totale la vita privata di Berlusconi: la marocchina Karima El Marough (detta Ruby) venne arrestata e liberata grazie ad una telefonata dello stesso Berlusconi, che raccontò che la ragazza, minorenne, era la nipote di Hosni Mubarak: non era vero e nacque un’indagine che portò alla scoperta degli ormai noti “bunga bunga”, i festini a base di sesso che si sarebbero tenuti ad Arcore.

Ruby Rubacuori, interrogata dagli inquirenti, aprì il vaso di Pandora: parlò di prestazioni sessuali a pagamento per Berlusconi ed i suoi ospiti con ragazze minorenni: per questo il politico venne condannato, nel 2013, a 7 anni per concussione, costrizione e favoreggiamento della prostituzione minorile, per poi essere assolto in appello.

Berlusconi: gli amori dopo Veronica Lario

Dopo il divorzio (costosissimo e non privo di tensione) con Veronica Lario, Berlusconi ha avuto una relazione di 7 anni, fino al 2019, con Francesca Pascale: dal 2020 è invece legalo alla deputata e 30enne Marta Antonia Fascina.

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