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Morgan è pronto a lanciarsi in una nuova avventura e non dal punto di vista musicale. Marco Castoldi, nome d’arte dell’ex cantante dei Bluvertigo, ha infatti virato i suoi interessi verso la politica, sollecitato da un amico che ha decisamente esperienza in merito. In vista delle elezioni comunali, che vedranno tante tra le più importanti città italiane andare al voto, Morgan ha deciso di candidarsi come sindaco di Milano.

Morgan, un candidato fuori dal comune

È certamente la capitale finanziaria e d’avanguardia d’Italia e una delle città più ambite da governare.

Milano vede un candidato sindaco del tutto fuori programma in questo tornante elettorale: Morgan, musicista sopra le righe, decisamente il protagonista dell’ultimo Festival di Sanremo per la sua lite con Bugo durante l’esibizione. Il cantante ha fatto parlare di sé anche per la storia con Asia Argento, finita in modo tutt’altro che idilliaca viste le accuse che l’attrice ancora lancia contro di lui.

Pronto a fare il sindaco

Le polemiche del passato non hanno fatto desistere Morgan dal tentativo di scalata a Palazzo Marino. La proposta di correre per le elezioni è arrivata da un altro candidato a tutto, stavolta a sindaco di Roma, Vittorio Sgarbi, il quale ha sostenuto fortemente questa ipotesi.

Gli ho chiesto se preferiva fare il sindaco a Milano o a Napoli e lui ha scelto Milano“, ha dichiarato il critico d’arte, che sosterrà con la sua lista Rinascimento la candidatura del cantante.

Vittorio Sgarbi e Morgan
Vittorio Sgarbi e Morgan

Il programma di Morgan

Intervistato a Un Giorno da Pecora su Radio 2, Morgan ha fornito maggiori dettagli sulla sua corsa per la poltrona di sindaco di Milano.

Ha accettato la proposta di Sgarbi, spiegando: “Mi piacciono le sfide e amo la mia città. La proposta mi è arrivata a tarda notte“.

La lista crescerà molto, mi piacerebbe avere con me uomini intelligenti. Ad esempio il professor Alberoni, così come Eugenio Finardi“, continua Morgan, “Eviterei di distruggere gli apparati della cultura riducendoli in ginocchio: i luoghi della cultura, dal teatro al cinema non possono avere le difficoltà che stanno avendo. E non è solo un problema di Covid, in Italia si andava già in quella direzione. Dobbiamo valorizzare tutta l’arte che abbiamo“.

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Né di destra né di sinistra

Morgan, alle domande sulla sua idea di politica, risponde spiegando che non si sente parte di uno schieramento definito. Il cantante si dice “Sicuramente più di sinistra che di destra, ma non mi piace fare questo ragionamento. Sono di formazione libertaria, più vicino alla sinistra, ma non è destra né sinistra“.

Non mi riconosco in questo stile di democrazia, non mi piace, è un sistema che non mi interessa“, continua, pur ammettendo che “Salvini non mi dispiace, ha dei tratti positivi.

Vedo più le persone che gli schieramenti, oggi i partiti non è che siano proprio portatori di ideali. Non si può credere in un partito come ai tempi di Berlinguer e Almirante“. Chissà che la sua campagna elettorale non riservi qualche sorpresa.