alice fabbrica in primo piano

Continua ad essere scarsa la consapevolezza dei rischi che si possono correre sui social. Alla luce di un grande seguito, spesso e volentieri, proprio questa sovraesposizione comporta pericoli che si concretizza con troppa facilità in un mondo, come quello social, dove i controlli sono praticamente assenti. Dagli insulti alle violenze verbali sui social, il pericolo di poter entrare nel mirino di uno stalker è purtroppo sempre più semplice.

Dopo la testimonianza di Eva Henger che ha raccontato la sua personale battaglia agli hater, anche Alice Fabbrica, fashion e travel influencer che su Instagram vanta centinaia di migliaia di follower, ci racconta la sua personale lotta agli odiatori, gli hater che si muovono nell’ombra del successo.

249mila follower all’attivo, migliaia di like ai post e centinaia di commenti dove i complimenti non mancano: questo però è solamente quello che si vede e che, purtroppo, dopo una cernita, rimane. Dietro al successo e alla fama cui si può godere sui social si cela un lato oscuro sempre più difficile da contenere e arginare. Ce lo racconta chi, sui social più famosi come Instagram e Facebook, lavora come Alice Fabbrica, ora sotto la lente del gossip per essere la presunta ex di Andrea Zelletta, uno dei concorrenti del Grande Fratello Vip.

Alice Fabbrica e il rapporto con gli hater: “Ho capito che è inutile offendersi

Che rapporto hai con gli hater?

Ho imparato a pensare a me stessa e a fregarmene di tutto. Non do più importanza ai commenti negativi, mi concentro solo su quelli positivi delle persone che mi seguono e che mi vogliono bene, e questo mi dà tanta carica.

Che tipo di offese ricevi e come ti senti a leggerle?

Mi scrivono offese davvero banali, molto spesso vertono sul lato estetico.
Essendo presente sui social da vari anni posso dire che inizialmente di fronte alle offese non ci rimanevo sempre bene, a volte me la prendevo.
Poi ho capito che è inutile offendersi perché ciò che importa è il mio pensiero che non deve essere scalfito da nessuno!

Chi è l’hater e cosa lo spinge a scrivere certe offese?

L’hater ritengo sia una persona frustrata che abbia delle mancanze nella vita e che pensa di poterle colmare sfogando i propri problemi su altre persone.

Cova una sorta di rabbia dentro di sé ed è un essere codardo, non dice quasi mai le cose in faccia ma si nasconde dietro a profili fake.
Questo penso sia una cosa ridicola perché se una persona vuole dire la sua deve esporsi con nome, cognome e viso, e non nascondersi!

L’incubo dello stalking: “Avevo paura di essere seguita

È mai successo che dagli insulti verbali si passasse ad episodi di vero e proprio stalking?

Purtroppo sì. Mi è successo due volte da parte di due persone diverse.


Il primo caso è successo qualche anno fa: un uomo, sposato con figli, ha iniziato a scrivermi insistentemente sui social, a commentarmi le foto in modo poco elegante, a scrivermi in privato in maniera molto insistente e fastidiosa. L’ho subito bloccato su Instagram e lui ha incominciato a cercarmi su tutti gli altri social in cui sono presente. L’ho bloccato ovunque.
Dopo qualche giorno si è presentato fisicamente sotto casa mia incontrando mia madre che era in giro con il cane (non so come abbia fatto a trovare il mio indirizzo di casa) e facendole un complimento.

Sempre lui si è poi palesato in un negozio in cui mi trovavo e lì mi sono spaventata molto.

Alice Fabbrica, la modella influencer. Fonte: Instagram

Per fortuna non ero da sola e le persone che erano con me sono riuscite a mandarlo via dicendogli che saremmo passati a provvedimenti legali. Da lì non si è mai più avvicinato. Il secondo episodio è successo recentemente.
Una ragazza invidiosa (una mia conoscente) che non ha preso bene la mia decisione di chiudere i contatti con lei, ha iniziato a tampinarmi con continue chiamate anonime, a stalkerarmi sui social e in tutti i luoghi che frequento.

Ha fatto vari commenti pubblici minatori e offensivi nei miei riguardi e mi ha inviato numerose brutte minacce e ingiurie in privato (in direct) creando tanti profili fake per spiarmi e per vedere dove mi trovavo. Tutto ciò è durato un bel po’ di tempo e mi ha creato molta ansia e sofferenza. Durante quel periodo ho dovuto modificare le mie abitudini: pubblicare molto meno sui social e non condividere più nulla in tempo reale per paura di essere seguita. È stato un periodo davvero molto difficile. Successivamente, di fronte alla sua insistenza che non è cessata, ho dovuto ricorrere alle vie legali per tutelarmi.

Ci sono stati altri momenti in cui hai avuto paura?

Purtroppo sì. C’è stato un periodo in cui non mi sentivo al sicuro, mi trovavo in una costante sensazione di disagio. Avevo paura di essere seguita e cercavo di farmi vedere il meno possibile in giro, anche di pubblicare il meno possibile sui social. È stato davvero un periodo buio che mi ha portato a fidarmi sempre meno delle persone e a modificare il mio stile di vita.

Abitudini modificate: come tutelarsi nell’era dei social

Come ti tuteli dalle offese sui social?

Semplicemente le ignoro.

Sono orgogliosa della persona che sono e sinceramente qualche offesa non mi tocca più, soprattutto se sono offese superficiali. Non si può piacere a tutti. Apprezzo invece le critiche costruttive perché mi fanno riflettere e possono essere utili per migliorarmi, ma non le offese gratuite!

Tantissime giovani ragazze ti seguono quotidianamente e non hanno gli strumenti adeguati per contrastare questo odio. Che consiglio daresti e loro per tutelarsi?

Non è facile dare un consiglio “universale”, dipende molto dalla situazione in cui ci si trova. Per quanto riguarda i commenti, secondo me vanno ignorati. Se invece si pensa a situazioni più delicate come insulti pesanti e minacce, anche ripetute, bisogna tutelarsi legalmente e bisogna intervenire subito, senza aspettare.

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Quando denunciare: come agire in caso di stalking

Entrando nel merito di chi si occupa anche di tutelare gli artisti del mondo dello spettacolo, la parola passa al Dott. Antonio Orso, manager specializzato in Diritto dello Spettacolo, che ci spiega come agire e quali strumenti possono tornare utili in ambito di un reato come quello dello stalking: “La procedibilità a querela è prevista per la forma ‘base’ del reato, ovvero quella non aggravata prevista dall’art.

612 bis c.p.; la forma aggravata è quando il fatto è commesso dal coniuge o persona legata da relazione affettiva“. Bene però è comprendere quali sono le tempistiche: “I termini per la proposizione della querela (per atti persecutori [NdR] sono di 6 mesi, come per la violenza sessuale – spiega Orso – e la querela è revocabile ma solamente davanti all’autorità Giudiziaria. Il comma secondo dell’art. 612 bis c.p. prevede due casi in cui il reato è procedibile di ufficio (ossia quelli indicati sopra come forma aggravata) e il reato è procedibile d’ufficio anche nel caso di soggetto già colpito da ammonimento“.

Ammonimento di cui ci siamo già occupati: una sorta di segnalazione al questore che procede con l’avvertire il responsabile dell’atto. Sempre Orso però sottolinea l’importanza di alcuni elementi che devono essere provati per poter procedere legalmente: “Per esserci reato occorre che venga cagionato un perdurante grave stato di ansia o di paura, un fondato timore per la propria incolumità e/o situazioni che abbiano costretto la vittima di atti persecutori ad alterare le proprie abitudini di vita. Sono elementi necessari affinché si costituisca il reato“.

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