L'esercito esegue tamponi per il Coronavirus

Ore delicate e importanti per l’Italia che entra nel suo ottavo mese di emergenza da Coronavirus. Crescono ancora i numeri della pandemia, così come i ricoveri e il tasso di positività: tutti dati che stanno facendo prepotentemente tornare in auge l’ipotesi di un nuovo lockdown. Alcuni Governatori lo hanno già espressamente richiesto, ma Giuseppe Conte lo ha scongiurato, dichiarando che non ci sarà il blocco delle attività produttive e della scuola.

Coronavirus, il bollettino del 23 ottobre

Dai dati diffusi dal Ministero della Salute, la situazione in Italia non accenna minimamente a migliorare.

È ancora troppo presto per vedere gli effetti del più recente DPCM o delle ordinanze regionali sul coprifuoco, ma il tempo scorre e i contagi si alzano. Oggi si registrano 19.143 nuovi casi da Covid-19, ormai il triplo del massimo toccato a marzo e aprile, sintomo che il virus è tornato a circolare in maniera molto più prepotente.

Cresce anche la pressione sugli ospedali, con +57 pazienti in terapia intensiva e +855 in ricovero ordinario. Un dato, quello delle terapie intensive, che preoccupa particolarmente: viene riportato infatti che ad oggi le terapie intensive occupate abbiano superato quelle dello scorso 11 marzo.

Covid in Italia, altri 91 morti oggi

Il sistema dei tamponi sembra lavorare a pieno regime, con 182.032 test effettuati oggi, ma ad ogni aumento sembra corrispondere una nuova impennata di casi. Tanto che oggi, 23 ottobre, il tasso di positività è salito dell’1,1% e ha raggiunto il 10,5%: in sostanza, una persona su 10 testata risulta positiva al Covid-19.

Alto il numero dei morti, arrivato a 91 nelle ultime 24h e che aggiorna il totale a 37.059 persone.

Magra consolazione, dai dati, il numero dei guariti: 2.352 quelli di oggi. Guardando alle Regioni, la più colpita è la Lombardia con 4.916 nuovi casi, ben più del doppio rispetto alla seconda, che è la Campania a 2.280.

De Luca annuncia l’intenzione di un lockdown totale

Il dato della Campania è quello che ha spinto, nelle ultime ore, Vincenzo De Luca a lanciare un allarme e un appello. Il Governatore si è rivolto al Governo per chiedere un lockdown di 30-40 giorni su tutta Italia, annunciando però che in ogni caso la Campania valuterà da sé e che è probabile quindi che venga chiuso tutto, molto preso.

Siamo a un passo dalla tragedia” è la sua amara ammissione.

De Luca si è poi augurato di non dover vedere file di camion militari con centinaia di bare e per questo è intenzionato a chiudere tutte le attività non essenziali, e a impedire lo spostamento tra Regioni ma anche Comuni. Per lui, i provvedimenti di oggi sono già superati, ed occorre quindi prendere decisioni “forti, definitive ed efficaci“.

Conte: “Dobbiamo scongiurare un altro lockdown”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante un intervento al Festival del Lavoro, ha chiarito che l’ipotesi di un lockdown nazionale è l’ultima spiaggia.

Condivido la preoccupazione per la crescita dei contagi a cui stiamo assistendo in tutta Europa, e ovviamente anche in Italia. Siamo dentro la pandemia, dobbiamo tenere l’attenzione altissima“, ha dichiarato il premier.

Conte ha continuato spiegando che dobbiamo contenere l’epidemia “puntando a evitare l’arresto dell’attività produttive, come pure la chiusura della scuola e degli uffici pubblici. Dobbiamo scongiurare un secondo lockdown generalizzato“.

Festival del Lavoro

Il mio intervento al Festival del Lavoro In diretta

Pubblicato da Giuseppe Conte su Venerdì 23 ottobre 2020

L’ISS: “Popolazione rimanga a casa”

Molto più prudente è il report settimanale sulla diffusione del coronavirus in Italia dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute.

L’analisi evidenzia le “criticità dei servizi territoriali” e il “raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali di diverse Regioni“.

Nel report si raccomanda di adottare misure per favorire una “drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità“. Per l’ISS “È fondamentale che la popolazione rimanga a casa quando possibile e riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie“.

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