Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk

Nuove informazioni sull’omicidio di Luca Sacchi, morto a Roma la notte del 23 ottobre 2019, non lontano dal pub John Cabot di Roma, nella zona Colli Albani. Le nuove perizie hanno fornito ulteriori dati sul modo in cui il giovane romano è stato ucciso, raggiunto da un colpo di pistola sparato da Valerio Del Grosso.

Caso Luca Sacchi: le indagini finora

Luca Sacchi è morto durante quello che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe stato uno scambio di droga. Paolo Pirino e Valerio Del Grosso avrebbero dovuto fornire stupefacenti alla fidanzata di Luca Sacchi, Anastasia Kylemnyk, e all’amico del giovane Giovanni Princi.

La 26enne ucraina è sotto accusa per reati di droga e, contemporaneamente, parte lesa per il caso sull’omicidio.

La trattativa sullo scambio sarebbe stata gestita dalla ragazza e da Giovanni Princi, un amico che il personal trainer conosceva dai tempi del liceo, condannato per la tentata compravendita di marijuana. Sacchi sarebbe stato al corrente dello scambio di droga, e nei giorni precedenti ai fatti avrebbe mandato dei messaggi alla fidanzata in merito.

Cosa sarebbe andato storto

Una volta sul posto, però, qualcosa avrebbe fatto precipitare la situazione.

Ancora i dettagli sullo svolgersi degli eventi sono da definire, ma ciò che è certo è che Luca Sacchi è stato ucciso con un colpo di pistola. L’esecutore materiale dell’omicidio sarebbe Del Grosso, ma l’arma gli sarebbe stata fornita da Marcello De Propris.

Secondo le ricostruzioni, si sarebbe trattato di una rapina finita male. Sacchi e Kylemnyk avrebbero dovuto pagare 70mila euro per 15 chili di marijuana, ma i pusher sarebbero stati intenzionati a rubare i soldi senza consegnare la droga. Il ragazzo sarebbe morto nel tentativo di difendere la fidanzata dallo scippo.

Il processo sull’omicidio è iniziato il 18 maggio scorso.

Le novità emerse dalle perizie: le armi del delitto

Luca Sacchi, secondo quanto emerso dall’udienza, prima di essere ucciso con un colpo di pistola sarebbe stato colpito da un bastone, presumibilmente mentre interveniva per difendere Kylemnyk. La ragazza, infatti, come dichiarato da un amico della coppia che ha assistito all’omicidio, sarebbe stata colpita a sua volta dalla mazza, simile al bastone sequestrato a Paolo Pirino.

L’autopsia avrebbe rinvenuto escoriazioni sull’avambraccio sinistro e il gomito destro, non riconducibili, secondo la perizia tecnica, alla caduta di Sacchi dopo lo sparo.

Il medico legale Luca Maiese, inoltre, ha dichiarato che Valerio Del Grosso avrebbe preso la mira per sparare, parlando di “esecuzione“.

Un ulteriore chiarimento in merito alle dinamiche è stato fornito dall’esame tossicologico. È emerso infatti che Luca Sacchi la sera del 23 ottobre non aveva assunto droghe né bevuto.

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