Il batterista dei Pooh, Stefano D'Orazio

Il mondo della musica italiana piange in queste ore la scomparsa di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh e autore di alcuni testi della prestigiosa band italiana. Dopo la notizia della sua morte, data anche dalla pagina ufficiale dei Pooh, sono arrivati centinaia di messaggi di cordoglio da amici, colleghi e personalità della scena musicale italiana.

Chi era Stefano D’Orazio e come è morto

Si è spento ieri a 72 anni Stefano D’Orazio e secondo quanto viene riportato, a portarlo via è stato il Coronavirus. A riportarlo è anche Dodi Battaglia, in una frase riportata da numerose fonti: “Era ricoverato a Roma in una struttura sanitaria.

Si era infettato con questo virus, ma come tante altre persone… Fino a tre ore fa aspettavo un messaggio di aggiornamento e invece mi è arrivata questa mazzata che mi ha spezzato le gambe. E’ devastante immaginarlo morire in solitudine“. Alla base della sua precaria condizione, però, c’era patologia pregressa.

Il batterista, paroliere e cantante che ha segnato intere generazioni, si è unito ai Pooh nel 1972, prendendo il posto e le bacchette di Valerio Negrini.

Una vita segnata anche dal dolore, come ha rivelato a “I Lunaticil’amico Bobo Craxi, tra i primi a dare la notizia della sua morte. “Stefano aveva sofferto molto negli ultimi anni, è stato poco bene”. Sul suo legame con i Pooh, ha detto: “Stefano ha sofferto molto il distacco da quell’esperienza, ma ha maturato anche l’idea di essere un uomo capace di fare altro. Era il motore del gruppo, quando hanno ripreso a fare alcune cose un paio d’anni fa, ha accettato di farlo di buon grado.

Doveva molto ai Pooh“.

La moglie di Stefano D’Orazio

Su tutte, ci sono da registrare le parole della moglie di Stefano, Tiziana Giardoni, sposata solo nel 2017. In un comunicato stampa diffuso dalla famiglia, dice: “Ho perso una parte di me stessa, Stefano era la mia foraza, il mio sorriso, mi mancherà tutto di lui“.

La donna ha inoltre confermato che il batterista era ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per una patologia “che stava curando da circa un anno“. Poi, però, la positività al Coronavirus che “ha compromesso irrimediabilmente il suo stato di salute”.

Il messaggio d’addio di Francesco Facchinetti

Inevitabilmente, proprio il mondo che più l’ha segnato e cui ha contribuito artisticamente, in queste ore gli sta rendendo omaggio. Dopo le parole dei Pooh – “Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti” – sono arrivati i messaggi personali del figlio di uno degli storici componenti della band, ovvero Francesco Facchinetti.

Ciao Zio – ha scritto l’ex Dj Francesco – In questo giorno di grande sofferenza per tutti noi ti voglio ricordare così: alla tua batteria“. Un messaggio toccante, il suo: “Quella batteria infinita, grandissima, che è diventata il tuo simbolo: la batteria di Stefano D’Orazio“.

Quindi conclude: “Ti ho voluto bene e tu ne hai voluto a me… Buon viaggio“.

Francesco Facchinetti su Stefano D'Orazio
Francesco Facchinetti su Stefano D’Orazio

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Da Enrico Ruggeri a Caterina Balivo, gli altri addii

Tra le centinaia di altri messaggi dedicati a D’Orazio, anche quello del collega cantautore Enrico Ruggeri. Sul proprio profilo, ha scritto: “Una persona per bene, sempre sorridente, piena di energia positiva.
Una preghiera per lui e un abbraccio ai suoi fratelli di sempre
“. Ricordo molto positivo anche per il giornalista Riccardo Cucchi, che ne ha sottolineato l’importanza: “Un pezzo di storia della musica italiana e di una generazione che ascoltava ‘Piccola Ketty’ nel mangiadischi“.

Molto colpita dalla sua morte anche la conduttrice Caterina Balivo: “Senza parole per la perdita di Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh, band che ha segnato la storia della musica italiana“. Lei stessa, sottolinea come il 2020 “non finisce più di sconvolgerci“, specie dopo la morte improvvisa di Gigi Proietti nei giorni scorsi.

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