reparto di terapie intensiva

La seconda ondata di coronavirus colpisce duramente l’Italia, soprattuto per le difficoltà nel gestire i nuovi casi, sempre in crescita. A destare maggiore allarme è la saturazione dei posti in Terapia Intensiva nelle Regioni più colpite, ma anche le altre sono verso la soglia critica.

Questo ha portato a dichiarare nuove zone rosse, come l’intero Alto Adige, ma la battaglia negli ospedali è serrata. Purtroppo i comportamenti dei cittadini non sembrano all’altezza di una situazione che rischia di diventare grave, come testimoniano le immagini di ieri, quando centinaia di persone si sono riversate sul lungomare di Napoli, assiepandosi senza protezioni adatte.

Nel capoluogo campano inizia a scarseggiare l’ossigeno, e la pressione sugli ospedali aumenta, spingendo il sindaco De Magistris a chiedere un lockdown nella città. Anche il Viminale rende noto l’alto numero di multe durante i controlli sul rispetto delle norme anti-Covid, raddoppiate questo week end.

Coronavirus in Italia: il bollettino di oggi

Calano i nuovi contagiati dal coronavirus, che sono oggi 32.616 (– 7.195 rispetto a ieri), mentre i casi totali si attestano a 935.104. Si evidenzia il minor numero di tamponi effettuati durante il week end, 191.144, 40.529 in meno rispetto a ieri.

Anche le vittime diminuiscono, sono oggi 331, arrivando a 41.395 totali. Sono 335.074 le persone dimesse o guarite, di cui 26.440 ricoverati con sintomi e 529.447 in isolamento domiciliare.

Il bollettino di oggi del Ministero della Salute
Il bollettino di oggi del Ministero della Salute

Il problema delle Terapie Intensive

I dati delle Terapie Intensive sono i più preoccupanti, ma anche i più affidabili per capire l’andamento dell’epidemia del coronavirus, e il motivo per cui sono state stabilite alcune zone rosse nonostante non abbiano un numero di nuovi casi significativo.

I ricoverati nelle Terapie Intensive sono oggi 2.749, un aumento di 119 posti rispetto ieri, che non sono nuovi ingressi ma la differenza tra chi entra e chi esce. I dati reali sui ricoveri giornalieri sono infatti secretati, per evitare il panico, ma sarebbero di molto superiori rispetto a quelli presentati nel bollettino.

Le Regioni a rischio

La soglia critica individuata dal Ministero della Salute è quella del 30% di posti letto ospedalieri occupati da pazienti affetti da coronavirus. Ad oggi sono 11 le Regioni che hanno superato questo indicatore: la Valle d’Aosta il caso più grave, seguono la Provincia autonoma di Bolzano, l’Umbria, la Lombardia, il Piemonte, la Toscana, le Marche, la Liguria, la Provincia autonoma di Trento, la Campania, l’Emilia Romagna, la Puglia.

Il superamento di questa soglia mette a repentaglio la capacità degli ospedali di curare anche i pazienti non Covid.

Nuovo Dpcm, il governo risponde alle domande dei cittadini su spostamenti e visite

L’Alto Adige dichiarato zona rossa

L’elevato rischio di contagio ha spinto il presidente dell’Alto Adige Arno Kompatscher a dichiarare tutta la Regione zona rossa, dopo che il governo l’aveva individuata come gialla.

I comuni già messi in semi-lockdown sono 30, ma l’ulteriore giro di vite è stato giustificato con l’impennata di casi. L’Alto Adige ha una percentuale di positivi sui tamponi effettuati del 26% e la metà dei posti in Terapia Intensiva occupati. A mancare sono però anche medici e infermieri, una situazione che si riflette anche nel resto del Paese.

Il post su Facebook di Arno Kompatscher
Il post su Facebook di Arno Kompatscher

La pressione sugli ospedali e sui medici di base è in costante crescita. Questo drastico peggioramento della situazione epidemiologica ha reso necessario adottare pesanti misure restrittive, di cui purtroppo non tutti possono o vogliono capire la necessità“, ha scritto su Facebook, “Posso comprendere la rabbia e la delusione da parte di molti cittadini ma è proprio in questo difficile momento che dobbiamo restare uniti per superare la crisi“.

Approfondisci

TUTTO sull’emergenza Coronavirus

Dpcm: cosa non si può fare nelle aree gialle, arancioni e rosse