Roberto Speranza a Live

Il ministro della Salute Roberto Speranza, in un veloce intervento a Live-Non è la d’Urso, ha parlato chiaramente e con schiettezza su quello che ci si dovrà aspettare dalle festività natalizie. In attesa del nuovo DPCM, previsto per la metà della settimana, il ministro ha già fatto intendere che le anticipazioni che circolano in merito al periodo natalizio saranno confermate.

Nella tarda serata di domenica si riunirà il Consiglio dei Ministri e, il prossimo mercoledì, sulla carta, il governo riferirà in Parlamento.

Speranza parla del Natale

Non sarà un natale come gli altri” ha esordito Roberto Speranza, spiegando che è importante capire cosa comporti.

Il natale ha significato di solito incontrarsi con gli altri, fare aggregazioni, veder persone che di solito non riusciamo ad incontrare… Quest’anno non sarà così, bisognerà mantenere una certa sobrietà”.

“La situazione è difficile, c’è una pressione molto significativa. Dobbiamo evitare di commettere errori e leggerezze dell’estate”. Il ministro della Salute è stato duro in questo: “Il rischio è di ritrovarsi a gennai con una situazione ancora peggiore di questa”, c’è insomma un grande timore per una terza ondata.

Le persone potranno ricongiungersi ai parenti lontani?

Alla domanda della conduttrice, che ha chiesto se per gli italiani che vivono in Regioni diverse sarà possibile ricongiungersi, il ministro Speranza ha confermato il blocco alla mobilità: “Già oggi è vigente una forte raccomandazione ad evitare di portare a casa persone che non siano conviventi” ha detto, come “Spostarsi solo se necessario, stare a casa e ridurre il contatto tra persone… queste regole saranno valide soprattutto durante le feste perché c’è più possibilità di attivare relazioni personali”.

Con il nuovo DPCM ci saranno tutte le risposte, ma di base dunque è ormai chiaro che questo Natale 2020 sarà circoscritto agli affetti più stretti.

L’estate deve esserci da lezione. (…) Il Natale da questo punto di vista è persino più insidioso, perché sappiamo che il virus è più contagioso nei luoghi chiusi. (…) È ancora più rischioso, non è il momento di fare aggregazioni negli spazi chiusi”.

Curva in discesa

Al momento la situazione va migliorando, ma resta complicata: “Stiamo iniziando a piegare la curva”. Per questo il coprifuoco, molto probabilmente, non sarà modificato.

Una scelta questa che ha scatenato diverse polemiche, soprattutto in merito al “problema” veglia di Natale, la messa che solitamente è a mezzanotte, sarà abolita o cambierà orario.

Proprio s questo tema nell’ultima settimana si è scatenata una forte polemica, soprattutto dal fronte delle opposizioni, ma l’idea del coprifuoco resta: Ho tantissimo rispetto per la messa di Natale, è chiaro che se c’è il coprifuoco, va rispettato. È per tutti, anche nel pieno rispetto rispetto delle funzioni religiose”.

Vaccini in arrivo a gennaio

L’arrivo del primo carico di vaccini è previsto per gennaio. “Devono essere sicuri” ha spiegato Speranza, “Pretendiamo che ci sia la massima chiarezza”.

Come saranno suddivisi i vaccini? Inizialmente, come già annunciato, saranno distribuiti tra medici, infermieri, personale sanitario e categorie a rischio.

All’inizio saranno poche dosi, non ci sarà l’obbligo, saremo noi a scegliere” ha spiegato il ministro sulle campagne di vaccinazione. Niente obblighi per i cittadini ma, come l’ha definita Speranza “Una campagna di persuasione, poi si vedrà”.

Gli italiani hanno dimostrato di essere all’altezza di questa sfida, saranno in grado di dare una risposta a questa partita che stiamo giocando”.

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