giuseppe conte

Come ampiamente annunciato nelle scorse settimane, è arrivata la firma del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte al nuovo DPCM. Il decreto comprenderà tutte le misure per gestire l’emergenza Coronavirus in questo delicato momento di fuoriuscita dalla fase 2 che, si spera, porterà tutte le regioni in zona gialla entro fine dicembre. Si tratta di misure strettissime volte a limitare il più possibile il rischio, temutissimo, dell’arrivo di una terza ondata.

Il Presidente del Consiglio Conte si è rivolto ai cittadini durante una conferenza stampa per spiegare passo per passo il decreto e motivare la decisione di tali misure, molte di queste già anticipate dalle parole del ministro della Salute Speranza, ospite a Che tempo che fa e a Live-Non è la d’Urso , dove ha ribadito che questo “Non sarà un Natale come gli altri”.

Conte: presto tutti in zona gialla

Il Presidente del Consiglio Conte si è detto soddisfatto per i risultati delle misure applicate fino ad ora: “Continueremo ad applicare il sistema che prevede le Regioni colorate. (…) Si sta rivelando efficace, ci sta permettendo di ridurre il nostro intervento, senza inutili penalizzazioni.

Nel giro di un mese abbiamo piegato la curva dei contagi, portando la curva sotto l’1” ora è allo 0,98.

Nel giro di un paio di settimane tutte le regioni saranno gialle! È un risultato significativo, considerato che nelle zone rosse fabbriche e uffici sono rimasti aperti e i nostri piccoli vanno a scuola“, ha spiegato, in riferimento ai bambini della scuola primaria e secondaria di primo grado. “Questi risultati ci confortano, ma non ci possiamo permettere di abbassare la guardia. Stanno arrivando le festività natalizie, se le affrontassimo come previsto dalle zone gialle, la curva del contagio risalirebbe.

(…) La strada è ancora lunga e dobbiamo scongiurare una terza ondata“.

Il nuovo Decreto

Nel nuovo DPCM sono state confermate tutte le indiscrezioni trapelate fino ad oggi. Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti da una Regione all’altra, anche per le seconde case. Confermato anche il blocco agli spostamenti tra comuni nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. Il coprifuoco sarà ampliato la notte del 31 dicembre, dalle 22 alle 7 del mattino. È sempre consentito il rientro nel luogo in cui si ha la residenza (inteso anche come luogo in cui si abita con continuità e periodicità), questo permetterà, ad esempio, il ricongiugimento di coppie che vivono distanti per lavoro.

Gli italiani che andranno all’estero dal 21 dicembre al 6 gennaio dovranno sottoporsi alla quarantena al loro rientro. Idem per i turisti stranieri/ italiani all’estero che arrivano in Italia dal 21 dicembre. I ristoranti degli alberghi chiuderanno alle 18, per la cena sarà previsto solo servizio in camera. Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono chiusi gli impianti sciistici e le crociere. La didattica in presenza riprenderà dal 7 gennaio per il 75% degli studenti.

Raccomandiamo fortemente di non ricevere a casa persone non conviventi. (…) È una cautela essenziale“.

“Occorre impegno e attenzione. Dobbiamo continuare ancora lungo questa strada, dobbiamo attendere le cure che arriveranno col nuovo anno. È chiaro che sarà un Natale diverso ma non meno sentito.

La rabbia delle Regioni

Nel dibattito con le Regioni però è emerso tutto l’attrito e la contrarietà alle decisioni prese, i Presidenti di Regione (soprattutto quelle del nord coinvolte nella chiusura degli impianti sciistici) sono in rivolta. Toti parla di scorrettezza da parte del governo che a suo dire ha adottato “Una simile misura senza neppure parlarne con gli enti locali.

Mentre noi discutiamo dei suggerimenti da dare al Governo, la legge è già stata fatta“.

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