Gerry Scotti a Verissimo

Gerry Scotti, reduce dalla positività al Covid che l’ha costretto in ospedale per diversi giorni, si racconta a Verissimo. Una lunga confessione in cui ripercorre quei difficili momenti segnati dai problemi di salute: “Il più sano ero io, tutti gli altri avevano una forma più pesante“.

Gerry Scotti e il Covid

A Verissimo torna in veste di ospite Gerry Scotti, dopo la divertente intervista rilasciata assieme all’amico Rudy Zerbi a metà ottobre. Questa volta la sua chiacchierata con Silvia Toffanin, però, è piuttosto intima. Il conduttore a fine ottobre è risultato positivo al Coronavirus e, pochi giorni dopo, si è vociferato che fosse ricoverato addirittura in terapia intensiva.

Notizia presto smentita: lo ‘zio Gerry’ ha fatto parte dei pazienti ospedalizzati non gravi e, a metà novembre, ha potuto fare rientro a casa.

Un’avventura difficile, vissuta tra l’incertezza delle sue condizioni di salute e il ricordo degli altri pazienti ricoverati in gravi condizioni. Immagini segnanti, che difficilmente si schioderanno dalla memoria del conduttore. Oggi, ospite di Verissimo, la sua testimonianza.

Il ricovero in ospedale

Il conduttore racconta: “Il 26 ottobre ho raccontato di essere risultato positivo in occasione di un controllo per lavoro.

Pensavo di cavarmela a casa, però questo status di malessere mio è andato avanti per una settimana, per cui sono andato a farmi controllare in ospedale. Lì mi hanno detto ‘Meglio che si fermi qui’. Lì l’atmosfera la puoi capire: il più sano ero io, tutti gli altri avevano una forma più pesante: caschi, intubazione, macchine per la respirazione. Lì o le forze ti abbandonano del tutto o reagisci. E pare che il saper reagire sia una delle componenti della guarigione“.

E aggiunge, rivolgendosi a tutti coloro che stanno affrontando la malattia in questo periodo: “Ho dovuto portare il casco, è stata l’esperienza più straniante. È una specie di tortura, soprattutto psicologica. Ma state tranquilli, è una delle poche strade sicure per riuscire a uscire prima dalla malattia“.

Il ritorno a casa

L’esperienza in ospedale è stata difficile quanto inaspettata, come rivela: “I primi giorni sono stati duri, non ero preparato a fermarmi in ospedale. Hanno preferito trasferirmi nell’anticamera della terapia intensiva. Mi hanno detto ‘Non si spaventi, il posto non è sorridente ma noi preferiamo tenerla sotto controllo’.

Ma è lunga, perché prima di ritrovare le forze è lunga, anche da guarito“.

Ma, dopo il ricovero, è arrivato il lieto ritorno a casa: “Hai così modo di pensare in tutti quei giorni, che arrivi straniato a casa. A casa tutti mi guardavano con gli occhi lucidi e ti viene da abbracciarli, ma poi ti devi fermare. Sono passato da chiuso nella casa d’ospedale a chiuso nella stanza di casa perché sono stato dichiarato guarito, ma non avevo ancora il patentino della negatività“.

Il ricordo di Veronica Franco

Nel corso dell’intervista attimi di forte commozione quando Gerry Scotti e Silvia Toffanin ricordano Veronica Franco, stroncata dalla leucemia.

La giovane ragazza aveva partecipato a Tu si que vales commuovendo l’Italia intera con una struggente interpretazione di Hallelujah. La malattia, però l’ha portata via a metà ottobre a soli 19 anni. A Verissimo la produzione manda in onda il filmato della toccante esibizione, nella quale aveva incantato tutti con la sua voce.

Al termine della clip la commozione è fortissima per i due conduttori che, con le lacrime agli occhi, ne ricordano l’esibizione al talent di Canale5. Gerry Scotti rivela: “Durante l’esibizione piangevano tutti.

Non per la malattia, ma per la sua forza e per il fatto che era brava. Lei era arrivata in finale, avrebbe vinto per la sua bravura e non per una forma di pietismo, ma per rendere omaggio alla sua enorme forza“.

silvia toffanin esibizione veronica franco verissimo

Silvia Toffanin in lacrime durante la clip dedicata a Veronica Franco

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