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In Italia il coronavirus è una minaccia che non può essere sottovalutata, come sancisce anche il decreto legge che introduce restrizioni per le festività natalizie. Una necessità nel contesto italiano, uno dei più colpiti al mondo dal Covid-19, come certifica anche la John Hopkins University. La prestigiosa università americana presenta uno studio in cui il nostro Paese registra il maggior numero di vittime per abitanti al mondo per coronavirus, 112,35 morti ogni 100mila persone.

Coronavirus, il bollettino di oggi 19 dicembre

I dati riportati oggi dal ministero della Salute mostrano 16.308 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore (-1.648 rispetto a ieri), su 176.185 tamponi effettuati, in calo di circa 3mila unità rispetto a venerdì.

Le vittime sono 553, mentre il totale degli attualmente positivi è di 620.166, di cui 25.364 ricoverati con sintomi (-405), e calano le Terapie Intensive (-35), il cui totale dei ricoveri è di 2.784.

Sono 592.018 le persone in isolamento domiciliare, e arrivano al totale di 1.249.470 i dimessi e guariti. Scende a 9,2 il rapporto tra tamponi effettuati e positivi.

Il bollettino di oggi 19 dicembre
Il bollettino di oggi 19 dicembre

In Italia il primato dei morti per coronavirus

Il nostro Paese ha il più alto numero di vittime per 100mila abitanti, come mostra lo studio della John Hopkins University.

Un record tra gli Stati più colpiti dalla pandemia: dopo di noi vengono la Spagna, con 104.71 morti per 100mila abitanti, e il Regno Unito (100.23), seguito dagli Stati Uniti (95.85).

Anche oggi il dato dei decessi è rimasto stabile, con una media settimanale di circa 620 vittime. Il totale dei contagi di coronavirus in Italia è di 1,921,778, con 67,894 vittime: un tasso di mortalità del 3.5%.

La tabella della John Hopkins University
La tabella della John Hopkins University

Decreto di Natale, cosa si può fare e cosa no: tutte le misure

Alta l’attenzione per vaccini e Natale

Le maggiori speranze per combattere il coronavirus arrivano dal vaccino, le cui prime somministrazioni al personale sanitario dovrebbero arrivare il 27 dicembre. Il grosso delle vaccinazioni dovrebbe iniziare a metà gennaio, ma è necessario che si eviti una terza ondata che potrebbe mettere a rischio il piano vaccinale, come dichiarato dal commissario straordinario Domenico Arcuri.

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